Licata-San Vito Lo Capo, accuse pesantissime Battaglia: «Il nostro Colombo aggredito dal ds del Licata Finocchiaro. Nel tunnel calci e pugni»

Licata. Il caso esploso all’intervallo di Licata–Città di San Vito Lo Capo si arricchisce di una nuova, durissima versione dei fatti. Dopo il comunicato del Licata Calcio, arriva l’accusa frontale del presidente del club trapanese, Vito Battaglia, intervenuto in un’intervista a Balarm TV.
Secondo quanto riferito da Battaglia ai microfoni di Balarm TV, l’episodio chiave sarebbe avvenuto nel tunnel che conduce agli spogliatoi subito dopo il fischio di fine primo tempo. «Il nostro mister Stefano Colombo è stato aggredito verbalmente e fisicamente dal direttore sportivo del Licata Finocchiaro», ha dichiarato il presidente, precisando di riportare la ricostruzione fatta dall’allenatore stesso.
Battaglia sostiene che, in una prima fase, l’arbitro sarebbe stato presente mentre Colombo veniva affrontato nel corridoio tra gli spogliatoi, tanto da arrivare – sempre secondo la versione del presidente del San Vito – a un provvedimento disciplinare: il direttore sportivo del Licata sarebbe stato allontanato. «L’arbitro vede tutto e butta fuori direttamente il direttore», ha detto Battaglia a Balarm TV, aggiungendo però un punto decisivo: nella fase successiva, quella della presunta colluttazione tra tesserati, il direttore di gara non sarebbe stato lì.
Nella ricostruzione proposta dal presidente del San Vito Lo Capo a Balarm TV, infatti, dopo l’ingresso di Colombo negli spogliatoi, nel tunnel sarebbe scoppiato un nuovo caos al passaggio dei calciatori: «Venivano calci, pugni, spinte». Battaglia parla di un’area «piccolissima» in cui si sarebbero ritrovate «30-35 persone» e sostiene che non fossero coinvolti i titolari del Licata, ma componenti della panchina e altre figure. Da lì, sempre secondo il racconto, l’arrivo delle forze dell’ordine e il clima di forte tensione.
Il punto di rottura, per Battaglia, sarebbe stato anche psicologico: la squadra, dopo quanto accaduto, avrebbe deciso di non rientrare in campo, pur consapevole delle conseguenze sportive. A Balarm TV il presidente ha spiegato che i calciatori «non volevano entrare in campo» perché «psicologicamente distrutti», raccontando di aver trovato il capitano in lacrime «dal nervosismo» e di aver condiviso la scelta del gruppo, qualunque fosse stata.
Nel suo intervento a Balarm TV, Battaglia ha inoltre affermato di voler portare la vicenda nelle sedi competenti, parlando di esposti e testimonianze, e rivendicando la volontà di «andare fino in fondo» per chiarire l’accaduto. Ora la parola passa agli atti ufficiali: saranno rapporto arbitrale e giustizia sportiva a stabilire eventuali responsabilità e provvedimenti.
