Siracusa, piove sul bagnato

Una sconfitta prevedibile, ma pesante. Come racconta La Sicilia, nella settimana più delicata della stagione – segnata dal mancato versamento dei contributi e dall’atteso verdetto del Tfn con penalizzazione in arrivo – il Siracusa cade al “Viviani” contro un Sorrento concreto e cinico.
Secondo La Sicilia, la prima mezz’ora è stata lo specchio dello stato mentale degli azzurri: due colpi che hanno indirizzato la partita e un avvio contratto, incapace di reagire al contesto extracalcistico.
Due colpi in trenta minuti
Il match si accende al 7’, quando Contini sfiora l’incrocio su punizione. È uno dei pochi squilli iniziali del Siracusa, perché il Sorrento cresce e punisce alla prima vera occasione. Al 25’ palla persa a centrocampo, sviluppo rapido e cross di Paglino per la testa di Sabbatani, che non perdona.
Come evidenzia La Sicilia, appena un minuto dopo il Siracusa prova a reagire con Frisenna, ma Del Sorbo blocca senza difficoltà. Al 33’, invece, arriva il raddoppio: incertezza di Capomaggio, rimpallo favorevole a Sabbatani e conclusione precisa che batte Farroni. Il Sorrento sfiora anche il tris prima dell’intervallo, con Farroni decisivo su Ricci e con Sabbatani ancora pericoloso di testa.
Reazione sterile
Nella ripresa il Siracusa prova ad alzare il ritmo. La Sicilia racconta di un atteggiamento più aggressivo: Simonetta sfiora il gol al 2’, Frisenna impegna la difesa campana al 17’, Pacciardi e ancora Simonetta ci provano nel finale, ma Del Sorbo risponde sempre presente.
Il Sorrento, però, non rinuncia a colpire e con un Sabbatani ispirato sfiora ancora la terza rete.
Ora serve una svolta
Come sottolinea La Sicilia, la corsa salvezza si fa sempre più complicata, soprattutto alla vigilia della possibile penalizzazione. Il Siracusa torna a casa con zero punti e la consapevolezza che per invertire la rotta serviranno maggiore precisione negli ultimi metri e meno errori nelle letture difensive.
Il campo ha parlato. Ma il momento, adesso, impone una reazione anche fuori dal rettangolo verde.
