Siracusa, allarme penalizzazione e caos societario. Cutrufo: «Ho provato a portare persone solide, ma Ricci non ha voluto ascoltare»

SIRACUSA – La paura non è più solo una sensazione: è un rischio concreto che prende forma tra scadenze federali, possibili penalizzazioni e un silenzio societario che sta esasperando la piazza. Nella puntata di ieri della trasmissione sportiva di Tam Tam, le parole di Gaetano Cutrufo e Bruno Alicata hanno aggiunto nuovi elementi al “caso Siracusa”, tracciando un quadro preoccupante dentro e fuori dal campo.
Cutrufo: «Ho provato a portare persone solide, ma Ricci non ha voluto ascoltare»
Cutrufo – già ai vertici del club in passato – racconta di essersi mosso già ad agosto per favorire un ingresso in società, ribadendo di non avere un interesse personale: «Vengo da tifoso». Ma dietro il tentativo, spiega, c’era un gruppo di persone “di un certo tipo” pronte a dare una mano.
Il punto di rottura sarebbe stato uno: la mancanza di apertura del presidente Ricci. Cutrufo sostiene di aver presentato figure imprenditoriali con numeri importanti, tra cui un presidente di consorzio con fatturato rilevante, oltre a un imprenditore come Pappacena, indicato come soggetto interessato e pronto a effettuare valutazioni. «L’incontro non c’è stato. Doveva esserci, ma Ricci non ha ritenuto opportuno parlare con lui», è la ricostruzione fatta in studio.
Secondo Cutrufo, l’eventuale due diligence oggi rischia di essere compromessa dalla nuova situazione disciplinare: l’ipotesi di penalizzazioni, se confermata, renderebbe la società meno appetibile e rallenterebbe ogni percorso.
Penalizzazione: «Potrebbe essere una doppia stangata»
Nel dibattito si torna anche sul tema più urgente: i punti che potrebbero essere sottratti. In studio si ipotizzano scenari variabili, con un totale che potrebbe incidere pesantemente sul cammino salvezza. Un’eventuale penalizzazione a doppia cifra sarebbe una mazzata soprattutto psicologica, perché trasformerebbe la corsa per restare in categoria in un inseguimento quasi disperato.
Alicata: «Assurdo il silenzio della società. Serve un comunicato, prima o dopo»
Bruno Alicata mette il dito nella piaga più sensibile: la comunicazione. Il suo intervento è netto: «Trovo assurdo, per non dire scandaloso, che la società non abbia emesso un comunicato né prima né dopo la scadenza». Alicata sottolinea come sarebbe bastato poco: rassicurare l’ambiente, chiarire se i pagamenti sono stati effettuati, spiegare eventuali difficoltà o ritardi.
La critica non è solo formale: è sostanziale. Perché, in un contesto professionistico, la mancanza di chiarezza alimenta sfiducia e tensione. Alicata ricorda anche l’intervento televisivo del presidente durante le festività, con promesse e impegni che avevano generato attese: «Lo abbiamo preso in buona fede», dice, ma oggi la piazza pretende fatti e parole ufficiali.
«Tifosi straordinari, squadra encomiabile: ma così si rischia di affondare»
Entrambi gli interventi riconoscono un punto fermo: il sostegno del pubblico. Si parla di abbonamenti, presenza costante, affetto che non è venuto meno nonostante tutto. E arriva anche un plauso a squadra e staff tecnico, descritti come capaci di lavorare in un clima difficile mantenendo spirito e professionalità.
Ma l’ottimismo si ferma davanti al timore più grande: «Se non si interviene subito – è il senso del ragionamento emerso in trasmissione – il Siracusa rischia di ritrovarsi in Serie D con una situazione ancora più pesante da gestire».
Appello alle istituzioni: «Il sindaco deve tutelare l’immagine della città»
Nella parte finale del dibattito viene chiamato in causa anche il primo cittadino. Non per chiedere sostegni economici, ritenuti irrealistici, ma per un ruolo istituzionale: pretendere chiarezza, spingere la società a comunicare e a definire una linea sul futuro immediato.
Il messaggio che esce dalla trasmissione è unico: il Siracusa non può permettersi altro silenzio. Tra penalizzazioni, incertezza societaria e una classifica che non fa sconti, la priorità è una: spiegare, decidere e agire. Subito.
