Repubblica: “C’era una volta il Trapani. Dal sogno play-off all’incubo della serie D”

 

C’era una volta il Trapani che sognava il vertice, nonostante l’handicap iniziale. O quello che, dopo il -15, parlava apertamente di play-off insieme al presidente Antonini. Oggi la realtà è ben diversa: quartultimo posto, piena zona play-out e appena tre punti di margine sull’ultimo posto che significherebbe retrocessione diretta in Serie D.

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È la fotografia scattata da Antonio Trama su Repubblica Palermo, che racconta la parabola discendente dei granata in un campionato diventato un incubo. Le quattro sconfitte consecutive – l’ultima il pesante 4-0 nel derby contro il Catania – hanno certificato una crisi tecnica e mentale profonda.

Numeri da allarme rosso

I dati sono impietosi: 0-1 con l’Altamura, 0-5 contro il Benevento, 1-3 a Giugliano e 0-4 a Catania. Un solo gol segnato (dal difensore Motoc) e tredici subiti in quattro partite. Una striscia negativa che, come evidenzia Antonio Trama su Repubblica Palermo, stride con le ambizioni dichiarate solo poche settimane fa, quando Antonini parlava di premio promozione da 500 mila euro.

Il mercato invernale ha rivoluzionato la rosa: via molti protagonisti, dentro tanti giovani e pochi “senatori” a fare da guida. Il risultato è una squadra meno competitiva e più fragile.

Tra penalizzazioni e tribunali

Il contesto societario non aiuta. Il Trapani convive con penalizzazioni e deferimenti. Un piccolo spiraglio arriva dalla sospensione dei pagamenti delle cartelle esattoriali da parte della Commissione Tributaria, che ha riconosciuto la buona fede del club. Ma il procedimento di merito è fissato per l’8 maggio, oltre la scadenza del 9 marzo quando il Tribunale Federale si pronuncerà sul secondo deferimento.

Come sottolinea Antonio Trama su Repubblica Palermo, il rischio è di dover fare i conti con ulteriori zavorre in classifica in una fase già delicatissima.

La corsa salvezza

Ora la priorità è una sola: salvarsi. Si parte dallo scontro diretto con la Cavese, appuntamento cruciale per restare agganciati alla zona playout. Poi occhi puntati anche sulle rivali: il Siracusa, già penultimo, attende a sua volta la decisione del Tribunale Federale e potrebbe scivolare ancora più giù.

Ma il Trapani non può più affidarsi solo ai calcoli. Deve ritrovare sé stesso. Il compito più difficile spetta ad Aronica, chiamato a ricompattare un gruppo smarrito e a tirarlo fuori da un tunnel che, come ricorda Antonio Trama su Repubblica Palermo, dodici mesi fa portò a sei sconfitte consecutive. Allora non c’erano penalizzazioni e la delusione fu la mancata qualificazione ai play-off. Oggi l’incubo si chiama Serie D.

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