Acr Messina, piano da 20 milioni: centro sportivo da 200mila mq e 300 posti di lavoro. Justin Davis presenta il progetto di rilancio

MESSINA – Un investimento da circa 20 milioni di euro, un’area da 200mila metri quadrati e la prospettiva di 200-300 posti di lavoro diretti. È il cuore del piano di rilancio dell’Acr Messina 1900 presentato da Justin Davis, presidente del club giallorosso attraverso il Racing City Group. Come riportato da Il Sole 24 Ore, il progetto punta a trasformare il club in un modello integrato tra sport, formazione e sviluppo economico territoriale.
Il primo tassello è il nuovo centro sportivo: «Stiamo finalizzando l’acquisizione di un’area di 200.000 metri quadrati che diventerà il nuovo centro sportivo dell’ACR Messina. Non si tratterà di una semplice struttura di allenamento, ma di una vera e propria International Football Academy», spiega Davis. L’obiettivo è creare un polo collegato all’Università di Messina, capace di offrire ai giovani talenti un percorso combinato tra attività calcistica e formazione accademica.
Secondo quanto evidenziato da Il Sole 24 Ore, il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori nel 2026 e l’apertura delle prime strutture nel 2027. Il piano include infrastrutture sportive, foresteria, spazi didattici e possibili investimenti in strutture alberghiere per ospitare famiglie e delegazioni internazionali. «Questo modello genera un ecosistema economico virtuoso: non arrivano solo i ragazzi, ma le loro famiglie, che soggiornano settimane o mesi», sottolinea Davis.
L’investimento complessivo della prima fase – circa 20 milioni – dovrebbe generare a regime «almeno 200-300 posti di lavoro diretti», tra tecnici, staff medico, personale amministrativo e operatori del settore turistico, oltre all’indotto collegato a servizi e commercio locale. Un impatto che, come rimarca Il Sole 24 Ore, va oltre il perimetro sportivo.
Sul piano calcistico, l’obiettivo dichiarato è costruire una squadra competitiva con ambizioni di Serie B e consolidare il club nel medio periodo. Sul piano industriale, invece, la sostenibilità passerà dalla diversificazione dei ricavi, dal rafforzamento del settore giovanile e da partnership internazionali.
Davis, imprenditore con base professionale in Australia e oltre vent’anni di esperienza tra sviluppo immobiliare e hospitality, guida una strategia orientata alla creazione di una rete internazionale di academy e progetti sportivi. Nel 2025 il Racing City Group ha valutato anche altri dossier, tra cui la Lucchese e l’Arandina CF in Spagna, delineando un approccio globale.
«Il calcio è molto più di uno sport: è industria, è occupazione, è marketing territoriale», afferma Davis. Secondo l’imprenditore, la Sicilia «ha tutti gli elementi per diventare un hub economico del Mediterraneo» e rappresenta «un’opportunità da cogliere» per investitori internazionali.
Come sottolineato da Il Sole 24 Ore, il progetto Messina si inserisce in una visione più ampia che intreccia sport, formazione, tecnologia e infrastrutture, con l’obiettivo di trasformare il club giallorosso in un volano di sviluppo per l’intero territorio dello Stretto.
