
Trapani volta pagina, anche simbolicamente. La cittadinanza onoraria concessa a Valerio Antonini verrà revocata: lo ha annunciato il sindaco Giacomo Tranchida, spiegando che non sussistono più i presupposti che avevano portato al riconoscimento. «Era legata esclusivamente ai meriti sportivi – ha chiarito – ma oggi quelle motivazioni non esistono più». Una decisione che certifica il cambio di clima in città dopo il ciclone che ha travolto basket, calcio ed economia locale, come racconta Anna Restivo sul Giornale di Sicilia.
La presa di distanza dell’amministrazione comunale arriva all’indomani dell’esclusione della Trapani Shark dal campionato di Serie A di basket. Da quel momento, l’attenzione si è spostata sul Palasport, diventato area sorvegliata speciale. Un documento formale inviato alla Prefettura ha portato la polizia municipale a presidiare l’impianto per prevenire atti vandalici ed effrazioni. Al suo interno restano canestri, parquet, sedili e attrezzature acquistate e fatturate dalla SportInvest, ma mai valorizzate economicamente nella convenzione di gestione. Una situazione complessa, ricostruita da Anna Restivo del Giornale di Sicilia, che ha reso necessari controlli costanti.
Le conseguenze più immediate, però, ricadono sui cittadini. L’esclusione della Shark non è soltanto una vicenda sportiva: coinvolge almeno 3.500 abbonati. La campagna abbonamenti prevedeva 14 partite casalinghe su 15, ma dalla data dell’esclusione sono state disputate appena sette gare in casa, poi annullate, oltre ad altre sette già giocate, dall’esordio contro Trieste del 17 gennaio fino a Trapani-Cantù. Un dato che consente di quantificare la quota di abbonamento non usufruita, come sottolinea ancora Anna Restivo sul Giornale di Sicilia.
Su questo fronte si muove l’associazione Consumerismo No Profit che, attraverso lo sportello “Tutela”, sta raccogliendo segnalazioni e valutando una class action per ottenere rimborsi. Anche altri studi legali trapanesi si stanno attivando nella stessa direzione, pronti a tutelare gli abbonati danneggiati.
Il quadro si aggrava ulteriormente con la situazione di Telesud, l’emittente televisiva locale rilevata da Antonini. Ai giornalisti è stato comunicato che la società è in fase di messa in liquidazione. Dopo ferie forzate, al rientro in redazione il 13 dicembre i lavoratori hanno trovato l’impossibilità di svolgere l’attività. Assostampa Trapani ha chiesto chiarimenti su stipendi e futuro occupazionale, senza ricevere risposte. L’Ispettorato del lavoro ha attivato il Centro per l’impiego e ai dipendenti è stato comunicato via WhatsApp l’avvio della liquidazione.
«Così rischia di spegnersi anche l’unica tv locale della città», ha denunciato Vito Orlando, segretario provinciale di Assostampa. Un epilogo amaro che, come conclude Anna Restivo del Giornale di Sicilia, lascia Trapani con ferite profonde e un senso diffuso di disillusione, ben lontano dall’entusiasmo di pochi mesi fa.
