Siracusa Calcio, appello al Gruppo Arena: «Sponsorizzare il club è una scelta di responsabilità»

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Alessandro Ricci (Pagina ufficiale Siracusa) Goalsicilia

Un appello formale, dal tono civile e politico, che intreccia identità cittadina, economia locale e calcio come ultimo collante collettivo. Come racconta La Sicilia, Arturo Linguanti, presidente dell’Associazione Territorio Protagonista Siracusa 2016, ha indirizzato una lettera al Cav. Lav. Giovanni Arena, chiedendo al Gruppo Arena di valutare una sponsorizzazione stabile del Siracusa Calcio 1924, oggi in Serie C.

Il punto di partenza dell’iniziativa è chiaro: Siracusa non rappresenta un mercato occasionale per il gruppo Arena, ma un territorio in cui l’azienda è radicata da tempo attraverso i marchi Decò e SuperConveniente. Per Linguanti, proprio questa presenza strutturale rende coerente un eventuale sostegno al club azzurro, che non sarebbe un’operazione di immagine né l’ingresso in un bacino nuovo, ma la naturale estensione di un investimento già esistente nella comunità.

Nel cuore della lettera, il Siracusa Calcio viene definito come uno degli ultimi luoghi in cui la città continua a riconoscersi come corpo collettivo. Lo stadio, la maglia e la squadra restano un rituale condiviso in una fase storica segnata dalla frammentazione sociale. Un legame diretto anche dal punto di vista economico: i tifosi sono gli stessi cittadini-clienti che quotidianamente frequentano i punti vendita del gruppo. Secondo Linguanti, associare il nome Arena al Siracusa significherebbe trasformare una leadership commerciale in leadership territoriale, rafforzando il rapporto fiduciario con i consumatori e consolidando il posizionamento in un mercato locale ormai maturo e altamente competitivo.

C’è anche un argomento di metodo. L’eventuale sponsorizzazione viene descritta come un investimento dal ritorno chiaramente identificabile, concentrato su un’area dove Arena è già attore primario, con costi proporzionati e benefici immediatamente riconducibili al territorio. In un contesto in cui molte imprese rischiano di apparire distanti, l’operazione viene presentata come una scelta di responsabilità economica e civile, capace di tenere insieme impresa e comunità.

Il seguito: il “Comitato per la salvezza” e l’asse con Arena

L’iniziativa di Linguanti si inserisce in un quadro più ampio. Nei giorni scorsi, durante i festeggiamenti per i suoi 83 anni, Paolo Lombardo aveva lanciato l’idea di costituire un “Comitato per la salvezza del Siracusa Calcio”, con l’obiettivo di evitare che la crisi sportiva e societaria comprometta definitivamente il campionato e il futuro del club.

Secondo quanto riferisce La Sicilia, Linguanti sarebbe pronto a farne parte e immagina il coinvolgimento della famiglia Arena come elemento decisivo: non solo un contributo economico, ma un sostegno strutturale e continuativo, capace di restituire stabilità e credibilità al progetto sportivo.

Spogliatoio che si svuota e allarme sul campo

Sul piano sportivo, intanto, la situazione resta critica. In città si parla apertamente di un “fuggi fuggi” dei calciatori, segnale di un clima di incertezza che rischia di aggravare ulteriormente la crisi. Nelle ultime ore è arrivata anche la notizia dell’addio di Molina, attaccante in prestito dalla Vis Pesaro, ormai vicino alla Salernitana. Una partenza che pesa non solo dal punto di vista tecnico, ma anche simbolico, alimentando la percezione di una mancanza di prospettiva e garanzie.

Una città davanti a un bivio

Il quadro che emerge è quello di una comunità chiamata a una scelta netta: assistere passivamente a un ridimensionamento irreversibile del Siracusa Calcio oppure costruire un patto tra società civile, imprenditoria e tifo per riportare ordine e fiducia.

In questo contesto, l’appello di Linguanti al Gruppo Arena va oltre la richiesta di una sponsorizzazione. È una proposta di alleanza territoriale, con un messaggio chiaro: se il Siracusa Calcio è ancora uno dei pochi simboli condivisi, salvarlo non riguarda solo lo sport, ma l’immagine, l’economia e la coesione sociale di un’intera città.

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