Repubblica: “Trapani, il ciclone Antonini lascia solo macerie”

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Per mesi Trapani ha creduto in uno slogan diventato manifesto di una stagione: «Io ci credo e tu?». Il volto era quello di Valerio Antonini, imprenditore romano e patron delle squadre di calcio e basket cittadine. Oggi, però, quel messaggio appare come il simbolo di un’illusione svanita. Lo racconta la Repubblica Palermo nell’approfondimento firmato da Massimo Norrito, che ricostruisce una parabola sportiva e imprenditoriale precipitata verso un epilogo amaro.

Il punto di rottura arriva con la rinuncia della Trapani Shark alla gara di Serie A1 contro la Virtus Bologna. Come evidenzia la Repubblica Palermo, la decisione ha prodotto una nuova multa da 50mila euro, il nono punto di penalizzazione e l’inibizione di due anni per Antonini. Un eventuale secondo forfait comporterebbe l’esclusione dal massimo campionato di basket, scenario sempre più plausibile alla luce delle pendenze fiscali Irpef e Iva che hanno bloccato il mercato.

La situazione non è meno grave nel calcio. Secondo quanto riportato da la Repubblica Palermo di Massimo Norrito, il Trapani, già penalizzato di otto punti a inizio stagione di Serie C, attende l’8 gennaio la sentenza del Tribunale federale che potrebbe infliggere un’ulteriore penalizzazione. Proprio in questi giorni è arrivato un nuovo deferimento per mancati versamenti fiscali, stipendi non corrisposti ed emolumenti transitati da conti non intestati alla società. Basket e calcio, due realtà accomunate dallo stesso destino, come sottolinea ancora la Repubblica Palermo.

Intanto, la fuga dalla città è sotto gli occhi di tutti. Nel basket, l’addio di Jasmin Repesa ha segnato l’inizio della disgregazione del progetto Shark. Poi sono arrivati gli addii del capitano Alibegovic, di Allen e la cessione di Ford, con Petruccelli, Eboua e Rossato pronti a seguire la stessa strada. Una smobilitazione che, come scrive Massimo Norrito su la Repubblica Palermo, certifica la fine di un ciclo che aveva illuso un’intera piazza.

E pensare che tutto era iniziato con entusiasmo. Antonini aveva rilevato il Trapani Calcio in Serie D e riportato il basket ai massimi livelli acquistando il titolo della Stella Azzurra Roma. Promozioni, stadi pieni, palazzetti esauriti e una cittadinanza onoraria concessa dal sindaco Tranchida, poi divenuto il principale avversario politico. Una storia che la Repubblica Palermo ricostruisce come una rapida ascesa seguita da un crollo altrettanto veloce.

Le promesse di investimento sulla città sono rimaste sulla carta. L’acquisizione di Telesud, destinata a diventare una tv nazionale, non è mai stata completata: oggi l’emittente è scomparsa, con macchinari pignorati e venti dipendenti licenziati. Anche il progetto del palazzo-museo antimafia e quello della cittadella dello sport si sono arenati, come racconta ancora la Repubblica Palermo di Massimo Norrito.

Nel frattempo, si moltiplicano i contenziosi e i decreti ingiuntivi. Antonini ha attribuito la responsabilità del caos fiscale al proprio commercialista, sostenendo di essere stato raggirato sui crediti d’imposta. Una spiegazione che, osserva la Repubblica Palermo, contrasta con l’immagine pubblica dell’imprenditore abituato a raccontarsi come protagonista di affari internazionali.

Lo scontro con il Comune per la gestione del palazzetto e il progetto irrealizzabile della cittadella sportiva su terreni demaniali hanno segnato l’inizio della fine. Da lì anche la discesa in politica, con la nascita del movimento “Futuro” e lo slogan Make Trapani Great Again, in un intreccio di sport e potere che coinvolge anche la Regione Siciliana.

Quella che Trapani sta vivendo, conclude la Repubblica Palermo nell’analisi di Massimo Norrito, non è soltanto una crisi sportiva, ma una vicenda che ha lasciato una città ferita, privata di certezze e costretta a fare i conti con le macerie di un progetto che prometteva rinascita e ha prodotto solo disillusione.

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