
Il Modica chiude il 2025 in vetta e si prepara a inaugurare il nuovo anno con serenità, ma senza perdere il senso della misura. Filippo Raciti, alla vigilia dell’ultimo allenamento dell’anno, osserva il cammino della sua squadra con distacco e lucidità. Quaranta punti al giro di boa significano sei lunghezze sull’Avola, sette sulla Messana e nove sul Vittoria, ma la caccia al Modica è già iniziata. Lo racconta La Sicilia, che ha intervistato il tecnico catanese.
Raciti non è uomo da proclami. «Con la società ho costruito un ottimo gruppo – spiega a La Sicilia – giocatori collaudati che conoscevo per aver vinto con loro titoli precedenti. Sono felice anche per i nuovi, che si sono ambientati bene. Con questo mix, dopo un po’ di tempo, siamo riusciti a ottenere questi risultati». Poi aggiunge un passaggio chiave: «Se questa riflessione mi fosse stata chiesta a dicembre, la risposta non sarebbe stata quella di oggi pensando ai sei punti sulla seconda. Siamo andati ben oltre le aspettative, anche se questo gruppo da tre anni in questa categoria ha fatto cose importanti».
Con l’inizio del girone di ritorno, lo scenario è destinato a cambiare. Raciti lo sa bene e lo ribadisce nell’intervista a La Sicilia: «Credo che ci saranno rimescolamenti. Il ritorno sarà tutt’altra cosa. Le squadre che hanno perso punti si sono rinforzate, come il Vittoria che sta già inanellando risultati positivi. Messana e Avola hanno dimostrato di tenere il nostro passo. Le gare esterne stanno facendo la differenza e nel ritorno sarà ancora più dura, perché molte squadre avranno maggiore bisogno di punti».
I numeri, però, raccontano di un Modica dominante: miglior attacco del torneo, seconda miglior difesa, dodici vittorie consecutive e una finale regionale di Coppa Italia da giocare. Un bottino che potrebbe alimentare anche la corsa ai record. Raciti, però, resta focalizzato sull’obiettivo principale: «L’obiettivo primario è vincere il campionato. Se lo raggiungi con i record, ben venga. Ma vogliamo innanzitutto mantenere i sei punti di distacco e magari aumentarli».
Guardando più in là, il tecnico non nasconde la possibilità di un ciclo. «Spero di sì – confida a La Sicilia – e lo dico guardando soprattutto al lato umano. Ho a che fare con una proprietà fatta di persone serie, che vogliono portare il Modica a obiettivi importanti. Ho capito che non intendono fermarsi nemmeno in una categoria superiore. Il Modica di oggi non è quello di tre anni fa, in tutti gli asset che fanno di un club una vera azienda calcistica. È una rarità in questa categoria».
La Serie D viene vista come un possibile punto di partenza, non di arrivo. «Sono ambizioso e ho sposato questo progetto», conclude Raciti, lasciando intravedere un futuro da costruire passo dopo passo. Alla battuta finale, sull’idea di essere la “ciliegina sulla torta”, il tecnico sorride: «Ah ah ah. Magari…».
