
Una batosta pesante, difficile da digerire. Il Messina esce con le ossa rotte dal velodromo “Borsellino”, travolto 4-0 dalla seconda squadra del Palermo in quella che è stata, senza mezzi termini, la peggior prestazione dell’intera stagione. Una sconfitta netta, meritata, senza appigli. A raccontarla è la Gazzetta del Sud, che parla apertamente di figuraccia e di gara da cancellare in fretta.
Nessun giocatore biancoscudato ha raggiunto la sufficienza. Una prova collettiva impalpabile, una “recita muta”. E pensare che la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa se il tentativo di Garufi non si fosse stampato sulla traversa. Ma dopo il gol di Anzelmo, come sottolinea la Gazzetta del Sud, l’Acr si è sciolto, scomparendo dal campo senza alcuna reazione.
Ora il gruppo dovrà analizzare a fondo cosa non ha funzionato. Le cause possono essere diverse: un contraccolpo fisico dopo la lunga rincorsa e il lavoro “integrativo” svolto durante le festività natalizie, oppure un calo di tensione dopo essersi avvicinati alla zona play out. Poco importa. Conta solo una cosa: reagire. E farlo subito. Lo ribadisce la Gazzetta del Sud, indicando la necessità di tornare alle armi che hanno permesso al Messina di restare in piedi fin qui.
Il grande girone d’andata, che senza penalizzazione avrebbe proiettato l’Acr in una zona di classifica ben diversa, forse ha illuso qualcuno. Ha fatto credere che l’obiettivo potesse essere più semplice del previsto. La lezione di Palermo, invece, è arrivata puntuale a ricordare la realtà: bisogna pensare esclusivamente alla salvezza. Con l’atteggiamento giusto, con una mentalità adeguata.
Il Messina di Pippo Romano, come evidenzia ancora la Gazzetta del Sud, non ha mai dominato le partite né imposto la propria qualità. Ha costruito i suoi risultati sulla compattezza del gruppo, sulla solidità difensiva, sulla grinta e sulla capacità di soffrire, anche speculando sull’avversario. Cambiare identità adesso, proprio nel momento in cui è stata ritrovata una certa serenità societaria, sarebbe un errore grave.
Resta allora l’interrogativo: semplice incidente di percorso o nuovo campanello d’allarme? La risposta arriverà dal campo. Domenica prossima c’è lo scontro diretto per la salvezza contro la Sancataldese, una partita che dirà molto sul futuro immediato dell’Acr. Per capirlo davvero, invita alla prudenza la Gazzetta del Sud, serviranno calma ed equilibrio da parte di tutto l’ambiente.
È vero: dopo le prove opache contro Igea e Milazzo, la disfatta con l’Athletic rappresenta un ulteriore segnale da non sottovalutare. Ma prima di trarre conclusioni definitive, bisognerà vedere la risposta della squadra. Ritrovare l’atteggiamento affamato delle prime 19 giornate è l’unica strada possibile. Perché il tempo degli alibi, dopo Palermo, è finito.
