
Trapani vive giorni di profonda tensione sportiva e istituzionale. La crisi che ha travolto la Trapani Shark in Serie A di basket sta assumendo contorni sempre più drammatici, al punto da mettere seriamente in dubbio la partecipazione alla prossima gara di campionato a Bologna.
Come racconta Antonio Trama su Repubblica Palermo, la società granata è alle prese con una raffica di sanzioni, penalizzazioni e cessioni forzate che rischiano di svuotare completamente il roster. L’ultima, pesantissima, è la partenza di Jordan Ford, ceduto ai turchi del Bahcesehir. A questa si aggiungono trattative avanzate che vedrebbero Petruccelli vicino al Galatasaray, Eboua al Villeurbanne e Rossato al Brescia. Uno scenario che potrebbe lasciare Trapani con appena sei giocatori disponibili.
Di fronte a questa emergenza, la società ha chiesto ufficialmente il rinvio della gara in Emilia, spiegando che la cessione di Ford è stata resa inevitabile dalle «ultime sanzioni inflitte dalla Fip», che avrebbero compromesso il regolare svolgimento dell’attività sportiva. Una scelta definita obbligata anche per rispettare le esigenze professionali del giocatore.
La mancata trasferta a Bologna, però, aprirebbe uno scenario ancora più grave: sconfitta a tavolino e ulteriore penalizzazione in classifica, mentre incombe la sentenza del tribunale federale sull’iscrizione al campionato. Un vero baratro sportivo e societario.
Durissimo il giudizio di Vincenzo Garraffa, primo presidente a portare Trapani in Serie A1 nel 1991-92. Per lui si tratta apertamente di uno “sporticidio”. Garraffa salva solo i giocatori, definiti «un gruppo di eroi», e individua due vere vittime: la città di Trapani e gli atleti, capaci di conquistare il primato in classifica con 10 vittorie e una sola sconfitta quando la squadra era al completo. Nel mirino finiscono il sindaco Giacomo Tranchida, accusato di aver penalizzato la società, la Federazione, guidata da Gianni Petrucci, e anche la Lega Basket, con critiche dirette a Maurizio Gherardini.
Non viene risparmiato nemmeno il patron Valerio Antonini: riconosciuti gli investimenti, fino ai recenti 900mila euro, ma secondo Garraffa il progetto sarebbe stato costruito «senza fondamenta», con un atteggiamento giudicato arrogante e conflittuale.
Intanto la città resta sgomenta. Trapani conta 3.400 abbonati e una tifoseria sempre presente anche in trasferta, con oltre mille sostenitori a Milano contro l’Olimpia. Eppure oggi il fronte granata appare diviso. Lo racconta Ermanno La Commare, del gruppo “Trapanesi Granata”: «Vedo una città spaccata, tifosi che litigano sul nulla. I presidenti passano, la società resta. La vera amarezza è questa».
Una crisi che va oltre il campo e che rischia di lasciare macerie profonde nello sport trapanese, proprio mentre la squadra aveva dimostrato di poter competere ai massimi livelli.
