Non è una partita come le altre e nessuno fa finta che lo sia. Il derby tra Igea Virtus e Milazzo accende Barcellona e tutta la provincia, con una posta che va ben oltre i tre punti. A dirlo chiaramente è Claudio Calafiore, capitano e simbolo della capolista giallorossa, che alla Gazzetta del Sud non usa giri di parole: «Sarei ipocrita se dicessi che è una gara uguale alle altre. Qui viene vissuta in maniera intensa e faremo di tutto per onorare questo derby».

L’Igea Virtus arriva all’appuntamento nel miglior momento possibile: prima in classifica, attacco ritrovato, fiducia mentale e fisica, +5 sui cugini del Milazzo, attualmente sesti. Numeri che proietterebbero la squadra di Marra in pole position nei pronostici, ma Calafiore frena: «I derby sfuggono a ogni logica. Dobbiamo mantenere alta la guardia, affrontiamo un avversario che ha dimostrato il suo valore, come contro la Nissa».

La preparazione è stata meticolosa. «Abbiamo curato ogni dettaglio tattico», spiega il capitano dell’Igea Virtus alla Gazzetta del Sud, tornando poi con la memoria al derby d’andata e alla sua punizione decisiva al “Salmeri”: «Quel gol resterà nella storia del club. Fu una partita storta, ma nel secondo tempo uscì tutto il carattere di questo gruppo».

Il clima al “D’Alcontres-Barone” si annuncia incandescente, con una prevendita che viaggia spedita. «Uno stadio pieno è sempre una spinta in più. Un derby va vissuto intensamente», sottolinea Calafiore, che nello spogliatoio prova a trasmettere soprattutto coraggio ai più giovani e unità tra i leader del gruppo.

Sull’altro fronte, il Milazzo arriva con qualche assenza pesante. Non ci saranno Dall’Oglio e Corso, entrambi squalificati, con quest’ultimo fermo anche per la botta al costato rimediata contro la Nissa. A caricarsi la squadra sulle spalle è il capitano Davide Dama, che alla Gazzetta del Sud descrive così la vigilia: «È una gara particolare per tutti. Loro sono primi e vorranno mantenere la posizione, ma noi vogliamo giocarci la partita a viso aperto».

Il Milazzo cerca riscatto dopo aver raccolto meno di quanto meritato nelle ultime due uscite. «Abbiamo creato tanto e preso solo due punti. Speriamo di rifarci», spiega Dama, consapevole del peso emotivo della sfida: «Essere capitano della squadra della mia città è un onore. La tensione c’è, la responsabilità anche, ma quando entri in campo tutto si azzera».

All’andata il pari lasciò amaro in bocca ai rossoblù. E alla vigilia Dama è netto: «Firmerei solo per la vittoria. Nei derby la classifica non conta, si decide tutto in 90 minuti». Con un pensiero finale rivolto ai tifosi, presenti in numero limitato a Barcellona: «Giochiamo anche per loro. Spero di festeggiare un risultato positivo al rientro a Milazzo».

È tutto pronto, dunque, per novanta minuti di fuoco. Capolista contro inseguitrice, identità contro identità. Perché nei derby, come ricorda la Gazzetta del Sud, la classifica può aspettare: a comandare sono orgoglio, cuore e nervi saldi.

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