Il Gela non muore mai. Anzi, nelle difficoltà riesce a ritrovare la sua essenza più autentica. La vittoria contro il Messina è la fotografia perfetta dello spirito del delfino biancazzurro: una squadra capace di stringersi, soffrire e tirare fuori il meglio di sé anche quando tutto sembra remare contro.

In questo percorso, il ruolo del pubblico gelese resta centrale. Ancora una volta il “Vincenzo Presti” ha risposto presente, trasformandosi in un fattore decisivo. Tribuna e curva hanno vestito con orgoglio la maglia numero dodici, spingendo la squadra oltre ogni limite, come sottolineato anche da La Sicilia.

Contro un Messina determinato e desideroso di mettersi in mostra agli occhi del nuovo tecnico Alessandro Parisi, il Gela ha saputo soffrire e colpire. Il momento simbolo del match è arrivato con la splendida rete di Kayro Flores Heatley. Arrivato in biancazzurro da appena due settimane, l’attaccante ha già cancellato in un colpo solo i ricordi degli addii di Sarao e Mbakogu. Il suo gol, oltre a essere un autentico capolavoro tecnico, ha avuto un peso specifico enorme: un successo di platino.

E dire che la gara si era messa nel peggiore dei modi. Il Gela, privo dell’allenatore Misiti, costretto in tribuna per squalifica, e senza Petta e Bollino, si è ritrovato anche in inferiorità numerica all’inizio della ripresa per l’espulsione, apparsa affrettata, di Tuccio. In dieci uomini, contro un avversario di valore, la strada sembrava segnata.

E invece no. Sospinti dal calore incessante degli spalti, i biancazzurri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo. La squadra del presidente Toti Vittoria ha resistito, lottato e colpito nel momento giusto, trasformando la sofferenza in impresa. Perché di impresa sportiva, a tutti gli effetti, si è trattato.

I tre punti conquistati contro il Messina rappresentano una tappa fondamentale nel cammino verso l’obiettivo minimo stagionale: la salvezza in Serie D. E al triplice fischio, con il pubblico in festa, il Gela ha scritto un’altra pagina indelebile del suo campionato, dopo la giornata trionfale del derby casalingo contro la Nissa.

Un’altra dimostrazione che, quando squadra e città remano nella stessa direzione, tutto diventa possibile.

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