Di Gaetano non accetta i fischi: «Ingiusti la squadra lavora, dobbiamo crederci tutti»

Clima diviso al “Tomaselli” al termine di Nissa-Gelbison. Fischi sonori per la squadra, soprattutto per una prestazione apparsa opaca nella ripresa, ma applausi convinti per il presidente Luca Giovannone, accolto con cori e slogan al momento dell’uscita dalla tribuna. Un contrasto evidente, che racconta il momento vissuto dall’ambiente biancoscudato.
Al triplice fischio finale, la contestazione dei tifosi è stata netta e indirizzata esclusivamente alla squadra, ritenuta responsabile di una prova sottotono e di un risultato che non ha soddisfatto le aspettative. Fischi che, però, non hanno coinvolto la società: l’applauso riservato a Giovannone è stato il segnale chiaro di una fiducia che resta intatta nei confronti della proprietà.
Nel dopo gara, il tecnico Francesco Di Gaetano ha preso posizione, difendendo apertamente i suoi giocatori. «Se l’ultima vittoria della Nissa al “Tomaselli” risale al 16 novembre, è evidente che qualcosa scatta a livello mentale», ha spiegato l’allenatore. «Rispetto a domenica scorsa, però, i fischi finali oggi non mi trovano d’accordo: mi sono sembrati un tantino ingenerosi».
Di Gaetano ha poi analizzato la partita: «Capisco la delusione per il risultato, ma abbiamo affrontato un’ottima squadra, costruita per vincere il campionato. Stavano sempre tutti dietro la linea della palla e non era facile produrre gioco. Oggi è mancato solo il gol: se Terranova non avesse toccato quel pallone e la rete non fosse stata annullata, staremmo commentando un’altra partita».
Sul black out degli ultimi venti minuti, il tecnico ha chiarito: «Per pressare gli avversari bisogna essere preparati da agosto. Questa è una squadra che, se messa nelle condizioni giuste, può fare bene. Ma dobbiamo crederci tutti». Un passaggio che diventa anche un messaggio all’ambiente: «È troppo facile dire che quando la Nissa vince si applaude e quando perde si fischia. Io durante la settimana vedo ragazzi che lavorano e si impegnano sputando l’anima».
La conclusione è un invito a non mollare: «Il campionato non è compromesso. Continueremo a lavorare e a dare sempre il massimo». E sui fischi finali, la posizione resta ferma: «Non li accetto. Sono ingiusti. La squadra lavora e dobbiamo crederci tutti».
