
CATANIA – Un gol così non si dimentica. Non per chi lo segna e nemmeno per chi lo vive dagli spalti. Salvatore Caturano ha aspettato il suo momento in silenzio, lavorando a testa bassa, accettando gerarchie e difficoltà senza mai smarrire la fiducia. Poi, quando è arrivata l’occasione, l’ha trasformata in un’esplosione di emozioni: una sforbiciata da funambolo, la rete che si gonfia, il boato del Massimino che dura minuti.
Come racconta La Sicilia, l’attaccante rossazzurro si è lasciato travolgere dall’abbraccio dei compagni, dalle pacche dello staff e del tecnico Toscano, e soprattutto dall’ovazione della sua gente. Dopo il gol, lo sguardo verso la tribuna, il gesto eloquente: quasi a dire «questo è per voi». In sala stampa, a fine gara, gli occhi brillano ancora.
Alla domanda sulla corsa liberatoria dopo il primo gol stagionale, Caturano risponde senza esitazioni:
«Il mio primo pensiero è andato ai miei compagni. In questo periodo mi sono stati vicino tutti, dalla dirigenza allo staff e ovviamente la squadra. Ci siamo abbracciati forte, c’era tanta felicità in quel gesto. È stato un periodo difficile per me, ma loro hanno sempre creduto in me. Era doveroso dedicare il gol a loro».
Poi la dedica speciale: «Sono andato verso la tribuna perché c’erano la mia compagna e i miei figli. Vivono a Pisa ed era la prima gara al Massimino: è stata la ciliegina sulla torta».
Il gol, per un attaccante, è tutto. E l’attesa pesa: «Ci tenevo a segnare perché volevo dare il mio contributo. Quando ho visto arrivare la palla in area ho fatto una sforbiciata: volevo segnare a tutti i costi, avrei colpito la palla in qualsiasi modo pur di deviarla in rete».
Particolarmente significativo l’abbraccio con Toscano, che mette a tacere ogni voce su presunti dissapori:
«Il mister ha sempre creduto in me, è stato paziente ed è stato bravissimo nella gestione di tutta la squadra. Quell’abbraccio riassume ciò che abbiamo creato nello spogliatoio».
Caturano non dimentica il sostegno del pubblico: «Anche in passato ho sempre sentito il loro affetto. Continuerò a lavorare con fiducia per fare altri gol e raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati».
Sul possibile rigore, la risposta è da leader silenzioso: «Avrei fatto tirare Rolfini. Sta passando un periodo particolare ed era giusto che si sbloccasse lui».
Infine, uno sguardo al lavoro quotidiano e al futuro: «Lo staff è di altissimo profilo. In allenamento curiamo tanti dettagli, soprattutto cross e finalizzazione. I risultati dimostrano che stiamo lavorando bene». E sulla convivenza con Forte: «Siamo attaccanti diversi, io mi metto a disposizione. Le scelte le fa il mister, io cercherò sempre di farmi trovare pronto».
