Catania
Ferraù: “Salvare il Catania, occorre che la città risponda presente. Servono 800.000 euro entro il 28, sogno americano...”

Ferraù: “Salvare il Catania, occorre che la città risponda presente. Servono 800.000 euro entro il 28, sogno americano...”


Il presidente della Sigi in sala stampa.

Giovanni Ferraù, presidente della Sigi proprietaria del Catania, ha parlato in conferenza. Queste le principali tematiche trattate.

SITUAZIONE: “Nelle ultime settimane siamo stati in silenzio per cercare di definire alcune trattative con possibili nuovi soci. Quattro situazioni erano in stato avanzato, purtroppo mercoledì una di queste è venuta meno ed era tra le più concrete. Allo stesso tempo una sponsorizzazione internazionale ci ha riferito che, dopo aver esaminato meglio i documenti, hanno fatto un passo indietro”.

AMAREZZA: “Queste due possibilità sfumate ci hanno lasciato il fiato corto. Gli investitori si avvicinano, esaminano i documenti, purtroppo rendendosi conto della situazione debitoria purtroppo si fanno da parte”.

INIZIATIVA RACCOLTA FONDI: “Non è una colletta, ma vuole rendere partecipi tutti coloro che amano il Catania. Abbiamo la necessità tutti insieme, ma mi riferisco agli imprenditori oltre che ai tifosi, di fare in modo di salvare o meglio rilanciare il Catania. Oggi è il momento dell’unità”.

BONIFICI: “Abbiamo già ricevuto tra 78 e 82, non ricordo bene, bonifici. Ringrazio queste persone che hanno risposto presente”.

NECESSITÀ: “A prescindere dalla cifra, serve vedere che ci sia entusiasmo e voglia di salvare il club. Gli investitori se vedono entusiasmo intervengono, se invece c’è disgregazione e risuona la parola fallimento ovviamente aspettano il cadavere”.

SIGI: “Già giorni fa c’era stata un’immissione di denaro importante, che si aggiunge a quelle passata. Quando abbiamo preso il club non c’era stata la promessa di investire 15 milioni, ma l’obiettivo era salvare la matricola e di passarla ad un investitore importante”.

GARANTE: “È la Sigi e garantisce che tutte le somme che verranno versate, qualora le cose non dovessero andare bene, sarà restituito ogni singolo centesimo”.

TACOPINA: “Non vorrei parlarne, ritengo inutile parlarne adesso. A chi sparge odio vorrei non dare spazio. La verità però va detta. C’era un contratto sottoscritto che non era subordinato a nessuna omologa dell’Agenzia delle Entrate ma al raggiungimento di un debito che era 16 milioni. Il 14 marzo 2021 è stato stipulato un contratto di opzione per il 15% delle quote al costo di 1 milione, ma il milione è stato versato per 630.000 euro il 16 marzo e il 23 marzo la banca ci comunica che è arrivata la richiesta di revoca di 100.000 euro. Si doveva versare 1 milione, ne sono stati versati 630.000 ed è scappato via. Non è una regalia, ma un atto sottoscritto da me e Tacopina”.

SOGNO AMERICANO: “Io mi sono fatto rapire da questo sogno, purtroppo come gran parte della piazza. Ci siamo resi conto che era un’illusione, purtroppo in ritardo. Chi ha messo soldi realmente nel Calcio Catania è solo la Sigi”.

ISCRIZIONE AL CAMPIONATO: “Stiamo facendo tutto il possibile per iscrivere la squadra. All’appello mancano circa 800.000 euro, iscrivere la squadra significherebbe allontanare gli avvoltoi che vogliono il fallimento. Se si riuscirà in ciò dal 29 giugno cercheremo investitori validi in grado di immettere i 15 milioni di euro necessari”.

SE DOPO NON ARRIVA NESSUNO: “L’iscrizione al campionato è un punto necessario per poi mettere la squadra in vendita. Sigi ha investito per questa data 1.5 milioni, servono 800.000 euro. Di questi poco più di 1 milioni serviranno a pagare le ultime pendenze, il resto rimarrà in cassa. Siamo convinti che se iscriviamo la squadra al campionato, gli imprenditori seri si faranno vivi”.

FALLIMENTO: “È un rischio minimo ma che c’è. Se Catania dovesse rispondere assente il rischio è minimo, dobbiamo scongiurarlo. Ribadisco che se se ne parla gli investitori vengono meno”.

COVISOC: “Ci ha comunicato che la documentazione inviata è idonea, ad oggi non sono stati riscontrati guasti. È la dimostrazione che questa società sta lavorando bene, a prescindere dal monte debitorio pregresso che è mostruoso”.

MALUMORE PIAZZA: “Ci sta che i tifosi abbiamo dei malumori, abbiamo sempre sostenuto il diritto di critica. Sicuramente quello che chiediamo che fino al 28 occorre compattezza, perché con le cattiverie non si risolve nulla”.

Dario Li Vigni
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