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Aronica a GS.it: “Tutto su ­Messina, Catania, Trapani e Palermo. La Sicilia e il sud devono tornare presto nel calcio che conta“

Aronica a GS.it: “Tutto su ­Messina, Catania, Trapani e Palermo. La Sicilia e il sud devono tornare presto nel calcio che conta“


"A tu per tu con..." l'ex difensore di Napoli, Messina, Reggina e Palermo

Ospite degli "A tu per tu con..." di Goalsicilia.it, Salvatore Aronica, ex difensore di Napoli, Messina e Palermo, oggi allenatore, parla a 360° del calcio siciliano. CLICCA QUI per rivedere la video intervista.

Mister, la tua avventura al Savoia è finita prima del tempo ma per come stanno andando le cose dopo il tuo addio, l'esonero non è sembrata la mossa giusta da parte della società.

"Dopo il girone di andata eravamo poco distanti dalla vetta ma i primi di febbraio sono stato esonerato. Dopo 5 gare del nuovo tecnico, ero stato chiamato per tornare in panchina ma per situazioni tecniche non siamo riusciti a trovare l'accordo e ho dato le dimissioni. La società voleva vincere il campionato ma la squadra era, per 10/11, diversa da quella dell'anno scorso che ha dato filo da torcere al Palermo: ho dovuto fare un lavoro importante in ritiro, i ragazzi mi seguivano ed eravamo a ridosso di Latina e Monterosi, in linea con gli obiettivi e avevamo trovato il ruolino giusto per fare bene".

Il tuo nome in estate è stato accostato anche a diverse siciliane...

"Ci sono stati diversi pour parler, Fc Messina, Licata, Troina...sono state chiacchierate ma nulla di concreto, le uniche due trattative sono state con Casarano e Savoia".

Girone I di Serie D, quale formazione ti ha sorpreso di più fin qui?

"Il Dattilo e la Gelbison mi hanno colpito, i trapanesi stanno facendo una grande percorso mentre i campani possono dar fastidio alle messinesi".

Domenica di fronte ci saranno Acr e Fc Messina.

"Una partita importante, ci si gioca una fetta di promozione e vincerà chi sbaglierà meno. Una stracittadina sentita, peccato che si giocherà senza pubblico. Chi dovesse spuntarla, anche a livello psicologico, acquista tanto".

Per chi tiferai?

"Io tifo per Messina, per me quella in giallorosso è stato un'esperienza importante della mia carriera, siamo arrivati in Serie A e ho ricordi spettacolari. Mi auguro che la città torni il più presto possibile tra i professionisti, poi chi la spunterà, lo dirà il campo".

Meglio un Messina unico e più solido o si può tranquillamente continuare su due percorsi paralleli?

"In questo momento il calcio sta attraversando un momento critico a livello economico, se riuscissero a unire le forze, perché no? Unendo le forze si potrebbe pensare anche il doppio salto fino alla Serie B".

Hai cominciato la tua esperienza da allenatore nelle giovanili del Trapani, quanto manca al calcio il club granata?

"Con la famiglia Morace e il direttore Faggiano, Trapani ha raggiunto l'apice di un percorso oculato e di grande programmazione, poi sono arrivate gestioni discutibili che hanno portato al fallimento. Trapani è una città che ha calore, passione e strutture, stadio, centro sportivo, mensa, sede...c'è tutto per avere una squadra tra i professionisti. Spero, già dall'anno prossimo, si possa rilanciare il calcio in città".

Il Catania ha scelto Baldini al posto di mister Raffaele.

"Raffaele è un allenatore che aveva gestito bene e stava ottenendo buoni risultati, la sua posizione purtroppo si è indebolita dopo il derby, io forse avrei avuto un po' di pazienza in più perche mister Raffaele ha sempre fatto bene. Baldini è un allenatore giovane e moderno, gli piace il 4-3-3 e porterà sicuramente nuova linfa al gruppo".

Anche a Palermo c'è stato di recente il cambio in panchina.

"Vivendo Palermo, sapevo che c'erano tante frizioni interne e diversi malumori...Filippi è un allenatore maturo che ha competenze e capacità ed è giusto dare fiducia ad un mister emergente anziché prendere un altro allenatore tanto per e gravare sulle casse societarie".

Mister, il futuro è già vicino: dove ti vedi l'anno prossimo?

"Sono ripartito dal settore giovanile, adesso ho fatto il passo tra i grandi, ho voglia di affermarmi come allenatore, serve pazienza e la fortuna di trovare il progetto giusto. Per adesso mi tengo aggiornato su tutto quello che succede, sto guardando tante partite dalla Serie A alla Serie D, poi spero in estate di essere nuovamente tra i nastri di partenza del prossimo campionto...".

Chiudiamo con una riflessione, la Sicilia oggi fa fatica a tornare nel calcio che conta.

"Non sono lontani i miei anni da calciatore, ho smesso nel 2017, eppure è cambiato tutto: in Serie A c'erano per il sud Reggina, Lecce, Bari, Palermo, Catania, Messina, adesso per vedere una partita di Serie A bisogna arrivare a Napoli. Un peccato soprattutto per i tanti giovani che avevano possibilità di crescere e formarsi in settori giovanili altamente specializzati. Mi auguro presto questi club possano tornare dove meritano".

Vittorio Damiani
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