Santa Croce
Santa Croce, Agnello a GS.it: “Noi i più colpiti dal Covid. L'eventuale ripartenza del campionato ci fa paura...”

Santa Croce, Agnello a GS.it: “Noi i più colpiti dal Covid. L'eventuale ripartenza del campionato ci fa paura...”


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il diretore generale del Cigno.

“È stato un lungo periodo di paura, perché i contagi sono arrivati a 15 su 25 tesserati, di cui alcuni sintomatici”. Non usa mezzi termini Claudio Agnello, direttore generale del Santa Croce, squadra tra le più colpite dall’emergenza sanitaria con tante positività al Covid 19 tra i tesserati durante l’inizio di stagione. Queste le parole del dg del Cigno in esclusiva a Goalsicilia.it:

Direttore, siete stati tra le squadre più colpite, se non la più colpita, dal Covid. Come state reagendo?

“Fortunatamente i ragazzi, essendo giovani hanno reagito bene alla malattia e sono tutti negativizzati. Al momento però non c’è nessun allenamento e nessun tipo di ripresa. Anche negli atleti però notiamo quello che c’è tra noi dirigenti, ovvero la paura per un’eventuale ripresa. È infatti troppo presto, forse anche perché gli atleti l’hanno toccata con mano: non poter andare a lavoro, non poter vedere la famiglia… Abbiamo toccato con mano quelli che sono i rischi”.

Quindi la vostra posizione in merito è netta…

“Nel nostro ambiente siamo piuttosto impauriti e piuttosto contrari a un’eventuale ripresa. Siamo timorosi e ci auguriamo che il governo non dia la possibilità di far ripartire i campionati. Oltre che impauriti saremmo infatti impreparati, come lo sarebbero un po’ tutti. Nessuno ci può dare tutte le garanzie, a prescindere da questo protocollo. Ci auguriamo che non si riprenda così presto, lo dico col cuore in mano e con molta tristezza. Abbiamo paura, sono sincero. La cosa principale è quella, il timore per i familiari e per gli atleti. Non vediamo questo raggio di luce che tutti vedono nella ripresa. Poi ci possiamo anche sbagliare, ci auguriamo che dopo le Feste tutto si sgonfi e che ci possano essere le soluzioni adatte”.

Quali sono le conseguenze a livello economico?

“Al momento siamo in ginocchio dal punto di vista economico. Finora però lo abbiamo messo in secondo piano. Non possiamo chiedere aiuto o vendere quel prodotto pubblicitario in questo periodo. Qualcuno non ci ha ancora abbandonato e ci sostiene, ma non abbiamo la volontà di andare a bussare presso aziende che hanno messo i dipendenti in cassa integrazione o che hanno abbassato la saracinesca. Per non parlare delle spese relative ai tamponi”.

C’è però l’indiscrezione che il campionato di Eccellenza potrebbe riprendere il 29 gennaio 2021…

“Come si fa a dirlo? Non c’è ancora un Dpcm che consente la ripresa. Deduco che un eventuale decreto arrivi dopo le feste. Le comunicazioni della Federazione devono far comunque fede ai Dpcm che possono comunque annullarle o modificarle. Ne prenderemmo atto, ma con le dovute precauzioni. È giusto anche che la Federazione cominci a pensare a un’eventuale ripresa, perché di eventuale si parla. Credo comunque che a oggi non ci siano le condizioni per ripartire tra 40 giorni e non parlo solo di Eccellenza, ma mi metto nei panni di squadre di Seconda Categoria. Con quale sicurezza si ripartirebbe?”.

Il presidente Lo Presti ci ha comunque dichiarato che si porterà a termine la stagione e che il Comitato regionale siciliano ha stanziato 100mila euro per i tamponi. Pensi che bastino per tutto il movimento dilettantistico regionale?

“Possono sembrare pochi, ma è riduttivo poter dare una cifra. I tamponi non hanno dei costi fissi, non si può fare una stima. Lo sforzo del Comitato regionale è apprezzabile, ma ho difficoltà a rispondere. Prendo come esempio la nostra situazione. Noi abbiamo avuto 15 positivi, a loro devo fare un giro di controlli e analisi che non si possono ridurre al tampone o alla visita medica-agonistica. Per tornare in campo gli ex positivi si devono sottoporre a determinati controlli. Se la Federazione aiuta è un bene, ma questa è solo la punta dell’iceberg. I ragazzi però stanno in famiglia, lavorano, si muovono in gruppo per venire agli allenamenti. Servirebbero tamponi quotidiani, anche perché poi in campo c’è il contatto e il contagio può avvenire ovunque. Ripeto, l’iniziativa è lodevole, ma non basta a livello strutturale e di sicurezza”.

Qualcuno paventava però l’ipotesi di disputare solo il girone d'andata, come la giudicate?

“Io credo comunque che lo stop per i campionati dilettantistici relativi agli sport di contatto verrà prolungato dal Governo. Condivido la tesi di Lo Presti che non condivide il campionato ‘zoppo’. D’altro canto non mi dispiacerebbe giocare i campionati nel periodo estivo, prolungando la stagione fino a giugno e luglio. Si potrebbero cercare delle soluzioni per rientrare nei tempi, ma potrei augurarmi una ripresa tra marzo e aprile per finire a luglio, con una serenità diversa da quella di adesso. Fino a quando ci sarà la possibilità possiamo essere favorevoli a ritardare la ripresa, ma dovremmo anche essere pronti alla possibilità di annullare la stagione agonistica che noi eventualmente accetteremmo di buon grado. Giocare solo il girone d’andata non mi sembra una grande idea. Una ripresa immediata ci porterebbe invece a rinunciare al titolo, con tutte le conseguenze del caso, oppure attenerci alle linee guida della Federazione e provare a riprendere, coscienti che la nostra tesi può non essere quella giusta”.

Passiamo, per quanto è possibile, al calcio giocato. Come giudichi l'inizio di stagione del Santa Croce?

“Siamo partiti molto bene, considerando che il nostro obiettivo principale è sempre stata la salvezza tranquilla. Noi ci siamo fermati una settimana prima dello stop al campionato e in occasione di quella gara eravamo in prossimità della zona play off. Abbiamo allestito una squadra che si sarebbe potuta salvare con tranquillità. Alcuni atleti addirittura aspiravano a posizioni di classifica ancora più nobili. La squadra però si è espressa bene, è una squadra giovane che ha fatto un’ottima impressione. Ogni anno lanciamo qualche giovane in più e l’anno scorso siamo arrivati secondi nella classifica di valorizzazione dei giovani. Siamo in linea, se non al di sopra, dei programmi. Eravamo partiti veramente bene. Noi vogliamo restare presenti in questo panorama calcistico per tanti anni e non soltanto per due o tre anni. L’Eccellenza è la nostra Serie A”.

E sul calciomercato che mi dici?

“Il gruppo è molto unito e affiatato, forse l’emergenza sanitaria è servita anche a questo. Da parte dei nostri atleti non ho avuto sentori di qualcuno che volesse spostarsi per una Serie D, anche perché spostarsi in Eccellenza al momento avrebbe poco senso. La maggior parte dei ragazzi lavorano e questo comunque può creare problemi ad affrontare una Serie D. Se si dovesse ripartire tenteremo di riconfermare la stessa squadra che avevamo prima dello stop. È andato via il centrocampista argentino Escobar perché ha raggiunto la famiglia, ma a oggi è ancora un nostro tesserato. Potrebbe invece non essere riconfermato l’attaccante Sammartino che pare stia trovando lavoro al nord. Se fosse così saremmo contenti per lui, ma in quel caso dovremmo cercare un centravanti e dovremmo muoverci sul mercato”.

Luca Di Noto
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