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Aronica a GS.it: ­“­Messina il mio trampolino di lancio. Che ricordi tra Juve e Napoli. Pronto a mettermi in gioco in panchina“

Aronica a GS.it: ­“­Messina il mio trampolino di lancio. Che ricordi tra Juve e Napoli. Pronto a mettermi in gioco in panchina“


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il tecnico siciliano 

Ospite del "A tu per tu Instagram" di Goalsicilia.it è l'ex difensore, oggi allenatore, Totò Aronica. CLICCA QUI per vedere il video. 

PRESENTE "Siamo vogliosi di ripartire dopo questo stop forzato. Siamo tutti in attesa di ricominciare a lavorare seriamente".

JUVENTUS "Il 15 febbraio del '98 c'è stato il mio esordio in Serie A con la Juventus di Lippi e Del Piero, poi campione d'Italia, un ricordo indelebile. Sono entrato al posto di Torricelli contro la Sampdoria al Delle Alpi".

RECORD "Per me è un orgoglio avere giocato con due maglie siciliane, Palermo e Messina, in Serie A. Ho sfiorato anche il Catania: prima di andare alla Reggina, c'era stata la possibilità di vestirmi di rossazzurro. È un onore poi, dopo Totò Schillaci che ha giocato la Coppa dei Campioni, essere l'unico siciliano ad aver giocato la Champions League".

NAPOLI "C'era una squadra di grande qualità, giocatori importanti come Cavani, Lavezzi, Hamsik che hanno scritto la storia azzurra. Mazzarri ha puntato forte su di me, Cannavaro e Campagnaro, eravamo una linea difensiva che gli dava garanzia e gli permetteva di ripartire, poi da centrocampo in su facevano la differenza. Giocare la Champions al "San Paolo" ha un effetto diverso ed entusiasmante, lo stadio è sempre gremito, che si giochi una partita di Champions o una gara media di Serie A".

CAVANI E IL RITORNO IN ITALIA "È in scadenza, potrebbe aprirsi questo scenario. Lui è molto legato al Napoli, se ci dovesse essere la possibilità di rivestirsi di azzurro, penso che la prenderà seriamente in considerazione".

AVVERSARI DI SPESSORE "Gli scontri tra me e Ibrahimovic sono diventati virali sui social (ride ndr). L'ho incontrato tantissime volte. Ho avuto la fortuna di incontrare a livello internazionale anche gente come Drogba, Aguero, Messi, era un piacere vederli giocare...si vedeva che avevano qualcosa in più di noi ed è in quei momenti che devi far valere la voglia e la grinta".

REGGINA "È stato un miracolo sportivo salvarsi partendo da -15 prima e -11 poi, nessuno se lo immaginava. Ma con il lavoro, la voglia, l'abnegazione e l'entusiasmo ci siamo riusciti".

MISTER MAZZARRI "Mazzarri è stato il mio mentore, da inizio a fine carriera, eravamo insieme alla Reggina e poi ci siamo ritrovati anche a Napoli, io ero già in azzurro e facevo il tifo perché arrivasse lui (ride ndr). Da lui ho cercato di prendere tanti segreti".

MESSINA "Una città a cui sono particolarmente legato, è stato il mio trampolino di lancio. Abbiamo vinto il campionato in Serie B e fatto l'anno dopo un grande campionato in Serie A. È stata una grande cavalcata, aver portato il Messina in Serie A con 23 mila abbonati, aver riportato nella gente di Messina il sapore del calcio, è stato un qualcosa di fantastico".

FC MESSINA "So che la società è organizzata e c'è voglia di far bene, sanno che la città merita tutt'altro che la Serie D. Ho avuto modo di seguirli, c'è gente competente e se li lasceranno lavorare come vogliono, riusciranno a portare Messina dove merita. Quando c'è la programmazione, si possono fare solo buone cose. Due società? Obiettivamente penso che per territorio e strutture, siano troppe: dividere le energie non è positivo".

GIOVANI DI OGGI "Questo di oggi è un calcio più dinamico e atletico ma anche più evoluto: questo fa sì che i giovani abbiano un piglio diverso che alle volte non è sempre giusto. Se si riprende o si consiglia un giovane, oggi, capita che ti rispondono a tono, quando ho cominciato io a giocare non mi permettevo neanche di guardare in faccia un grande o l'allenatore. Aver fatto una carriera professionistica ti dà credito, un giovane si sente 'consigliato' da me e vengo ascoltato: quando gli spiego le posture del corpo quando bisogna crossare o tirare, fanno molta attenzione a quello che dico".

SCELTA DI ALLENARE "A fine carriera, negli ultimi anni a Palermo, quando avevo già pensato di smettere, ho cominciato a documentarmi, a parlare con Mazzarri e chiedevo consigli su quello che poteva essere il mio prosieguo nel calcio. Il ruolo di allenatore è quello che sento più mio perché mi piace stare in campo, essere parte integrante del gruppo. Stare dietro la scrivania in giacca e cravatta non mi si addiceva...Sono quindi andato subito a Coverciano è ho preso il patentino Uefa A per allenare: da lì ho cominciato con le giovanili del Calcio Sicilia e poi sono passato al Trapani dove sono stati due anni davvero formativi".

MODELLI "Sono stato due anni con Lippi a Torino, ho cercato di prendere da lui la bravura nella gestione del gruppo. Ho avuto tanti allenatori oltre a Mazzarri, penso a Reja, Donadoni, Ulivieri, da ognuno ho cercato di prendere qualcosa".

GESTIONE DEL GRUPPO "Uso bastone e carote, il gruppo va tenuto sempre sulle spine: avendo giocato so che se un allenatore lascia un minimo il filo, il calciatore si fa prendere più facilmente. Bisogna essere coerenti e non prestare il fianco, mi facevo rispettare in campo e cerco di farmi rispettare da allenatore. Bisogna attenzionare tanto chi gioca meno, dare sempre quella pacca in più perché è facile sorridere con chi gioca di più".

MODULO E IDEA DI GIOCO "All'inizio ero legato alla difesa a 3 di Mazzarri, poi a Trapani, dovendo seguire il modulo della prima squadra prima di mister Italiano e poi di mister Baldini, sono passato al 4-3-3 e devo dirti che è un modulo che mi ha entusiasmato: mi sono divertito ad adattarlo e modificarlo. Il modulo comunque è relativo, bisogna adattare l'abito ai giocatori che ti ritrovi. Da difensore devo dire che prediligo attaccare, mi piace mettere la squadra in condizione di creare situazioni offensive e finalizzare".

FUTURO "Sto aspettando quello che succede a Trapani in virtù dei buoni rapporti col direttore Porchia. La mia voglia, dopo aver fatto esperienza a livello giovanile, è allenare i grandi perché è quello che mi interessa fare, ovviamente un gradino per volta: mi sono messo in discussione con i giovani, credo che adesso sia arrivato il momento di mettermi a confronto con una prima squadra. In questi giorni alcuni club di Serie D mi hanno palesato il loro interesse e questo mi fa piacere. Essere stato un buon giocatore non è sinonimo di bravo allenatore ma io mi sono messo in gioco: puntare su un allenatore giovane, che ha un bagaglio di esperienza importante e voglia di mettersi in discussione, è da tenere in considerazione".

TORNARE DA ALLENATORE IN UNA PIAZZA IN CUI HA GIOCATO "Sicuramente ho bei ricordi di Messina, Napoli, Reggina, Ascoli...perché no"

EPOCA D'ORO SICILIANA "Ho vissuto un momento in cui la Sicilia con Messina Catania, e Palermo ma anche tutto il meridione con Lecce, Bari, Reggina, Napoli, era rispettato e seguito da tutta l'Italia. In questo momento la nostra isola sta vivendo un momento di difficoltà, mi auguro riesca a riportare presto queste piazze nelle categorie che meritano".

Vittorio Damiani
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