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Sclafani a GS.it: ­“­Si può essere professionisti anche tra i dilettanti. Deve fare calcio solo chi può farlo“

Sclafani a GS.it: ­“­Si può essere professionisti anche tra i dilettanti. Deve fare calcio solo chi può farlo“


Le esclusive di Goalsicilia.it-Parla il tecnico

"Per essere credibile un allenatore deve sapere fare e far fare". Ai microfoni di Goalsicilia.it parla mister Accursio Sclafani. CLICCA QUI per vedere il video. 

RIPRESA NEI DILETTANTI "Penso lo stop definitivo sia la soluzione migliore, il problema è delicato. Verdetti a tavolino? Andrei a valutare la qualità delle società perché ci sono club che hanno investito tanto e club che si trovano in alta classifica per caso. In questo momento ci sono tantissimi tesserati senza compenso e tante società che hanno cavalcato l'onda del virus per giustificare mesi di arretrati nei confronti di gente che col calcio porta avanti le famiglie".

RIFORME "Bisognerebbe fare un'attenta analisi e permettere di fare calcio solo a chi lo può fare, impedendo la presenza di società che dopo tre mesi non sono più in grado di rispettare gli impegni".

ALLENARE IN ECCELLENZA "Tutte le esperienze ti lasciano qualcosa, però non ti nascondo che le difficoltà ci sono: io nasco dilettante e poi ho avuto la fortuna di potermi confrontare nel calcio professionistico e le differenze sono tante. Ho cercato di portare una mentalità professionista ma questo era visto male. Quando qualcuno si auto proclama la qualifica di direttore sportivo nascono i problemi. Allenatori con lo sponsor? Chi semina prima o poi raccoglie, il campo dà risposte a tutto. Detto questo, ci fosse la possibilità di allenare in una piazza importante, lo rifarei volentieri".

UNDER "In Serie D metterei l'obbligo di due ragazzi di 15/16 anni, non di più, perché, per esempio, a 18 anni sei già o carne e pesce e il posto te lo devi guadagnare perché sei bravo, non per la regola. Io inserirei l'obbligo anche nei professionisti, almeno due però sempre con lo stesso criterio".

MATCH ANALYSIS "Se vuoi fare calcio vero, è fondamentale avere uno staff competente e studiare gli avversari. Solo così riesci a fare un lavoro completo a 360 gradi. Ho cominciato ad appassionarmi studiando il West Ham per la sfida di Europa League, io e mister Tedesco vedevamo i video degli inglesi per 13/14 ore consecutive. Da lì poi ho approfondito la materia, ho studiato e questo mi ha portato a collaborare con grandi allenatori come Zenga. Fai un'analisi qualitativa-quantitativa degli avversari, studi le ultime 5/6 partite approfonditamente".

GIOVANNI TEDESCO "Il mister mi ha aperto le strade del professionismo. Ho fatto uno stage nel 2010 al Palermo, il mister poi mi ha chiesto di rimanere nel suo staff e per me è stato un sogno. Vedevo in lui il grande giocatore che era stato poi c'era un bel gruppo, Fiordilino, Bentivegna, La Gumina, Sonny D'Angelo...Da lì è partita una grande collaborazione, abbiamo lavorato insieme per sei anni, mi ha insegnato tanto, è una persona preparata che, a differenza di tanti, ha fatto la gavetta. Lui è un tecnico che riesce a leggere l'azione due/tre secondi prima ma è un tecnico che non chiede aiuto a nessuno, non bussa alle porte di nessuno, vuole arrivare con le sue forze e la sua possibilità. Serie C insieme? È un sogno che coltiviamo, direi che è il momento che gli venga data una possibilità. Palermo? Ha un allenatore e non è giusto fantasticare per rispetto tra colleghi ma sarebbe un sogno perché da lì siamo partiti...Poi Giovanni è un palermitano doc".

Vittorio Damiani
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