Trapani
Trapani: tre scoppole pesanti ma bisogna ripartire subito a manetta...

Trapani: tre scoppole pesanti ma bisogna ripartire subito a manetta...


L’editoriale di Salvatore Puccio.

Fabrizio Castori da quando ha preso in mano le redini del Trapani calcio si è ispirato a tre concetti fondamentali da percorrere, se si vuole raggiungere la salvezza: follia, coraggio, convinzione nei propri mezzi. Aggiungo, correre a manetta per arrivare sempre prima dell'avversario sulla palla.

Un credo che i suoi giocatori sembrava avessero pian piano assimilato. Fino a quando è di scena al "Provinciale", un Cittadella che ti aspetti, unito e compatto che gioca a memoria perché da cinque anni con lo stesso allenatore, Venturato, che ha creato un giocattolo che si muove in campo a memoria, che ad un Trapani, che è sembrato ritornare quello d'inizio di stagione, rifila tre scoppole sacrosante.

E dire che agli ospiti mancavano ben quattro titolari tra i quali tre difensori. Ma sicuramente chi è stato chiamato a sostituire gli assenti avrà trovato i giusti stimoli per fare bene, perché la squadra di Venturato non ha risentito per niente l'assenza e lo ha dimostrato subito quando in quel primo quarto d'ora in cui il Trapani ha dato una parvenza di creare qualche situazione importante, è stato sempre neutralizzato dai difensori veneti.

Squadra unita e compatta anche in panchina, perché il terzo gol del Cittadella è stato confezionato proprio da due giocatori entrati in corsa. Assist di Rosafio per il colpo di testa vincente di Pavan. Se a questo aggiungiamo anche il cinismo dei ragazzi di Venturato che hanno capitalizzato al massimo le défaillance dei granata, allora il dado è tratto.

Al Trapani sono mancate proprio quelle qualità che servivano per contrastare una compagine con le caratteristiche come quelle del Cittadella. La truppa di Castori non è riuscita a pressare alto l'avversario a raddoppiare sul portatore di palla e ha corso poco. E non facendo questo,  non solo non è riuscita a sviluppare il suo gioco in profondità, ma ha lasciato quegli spazi ad una squadra che giocando a memoria e ritrovandosi in ogni zona del campo è andata praticamente a nozze.

È chiaro che tutti si vince e tutti si perde, è stata una brutta prestazione di tutti i granata però credo che la chiave in negativo dell'esito della partita sia stata la pessima prestazione del metronomo granata, Anthony Taugourdeau, forse ancora scosso dalle sirene di mercato che lo davano in partenza. Il francese aveva il compito di proporsi ai compagni, prendere il pallino del gioco in mano, farsi dare palla e creare l'azione offensiva. Niente di tutto questo. Una situazione che costringeva Strandberg, Scognamilo e compagni a cercare i lanci lunghi, regolarmente preda della difesa ospite.

Il Trapani non è riuscito nell'intero arco dell'incontro a rimanere corto, troppo distanza tra i reparti che facevano fatica ad aiutarsi, sia in fase difensiva che in fase propositiva. Poi il mister granata ha dovuto rinunciare dall'inizio al suo bomber Pettinari, colpito dall'influenza in settimana e si era affidato in avanti agli assist di Biabiany ( a proposito, il francese non ha dimostrato ancora il valore della sua fama), ai guizzi di Dalmonte, che però ha sofferto tantissimo la fisicità dei difensori veneti ed agli inserimenti di Colpani in aiuto dei due attaccanti.

E proprio da un inserimento del n.28 granata era arrivato l'unico squillo della partita per la compagine trapanese. Poi nella ripresa Castori è corso ai ripari, inserendo giustamente Pettinari ed inspiegabilmente Coulibaly per Colpani, che ripeto nei primi 45' si era mosso bene. Di contro uno degli ultimi acquisti non ha inciso per niente sulla gara, anzi è responsabile nel gol del raddoppio del Cittadella, quello che praticamente ha tagliato le gambe ai granata. Anche il terzo cambio operato da Castori, Kupisz per Del Prete è arrivato troppo tardi. Forse il polacco doveva essere schierato fin dall'inizio, avendo più propensione offensiva rispetto a Del Prete. Sarebbe stato utile l'inserimento di una torre come Evacuo visto questo gioco dei lanci lunghi per gli attaccanti.

Ma poi è mancata la cattiveria, la concentrazione, la squadra è apparsa superficiale in ceri frangenti della gara. E questo in serie B non te lo puoi permettere. Ci sono tanti motivi che spiegano una sconfitta, ma possiamo riassumere il tutto in una sola parola: ieri il Trapani ha sbagliato e basta.

La cosa importante che non è mancata, è stato il cuore che ci hanno messo gli undici di Castori. È questa è una certezza confermata a fine gara dall'ovazione dei tifosi per i giocatori venuti sotto la curva. Scene del genere non si vedono spesso dopo una sconfitta per tre reti a zero.

Ma è la consapevolezza di questi splendidi tifosi granata che hanno capito che ieri contro il Cittadella non c'è stato nulla da fare. Il cuore spesso, nel calcio, riesce a sopperire a certi limiti tecnici e tattici in una partita, ma spesso non basta. E ieri al Trapani, non è bastato!

Salvatore Puccio

Dario Li Vigni
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