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Catania, Lo Monaco: “Brutta partenza, ma certe critiche sono immeritate. Con Lucarelli vogliamo dare una svolta”

Catania, Lo Monaco: “Brutta partenza, ma certe critiche sono immeritate. Con Lucarelli vogliamo dare una svolta”


Le parole dell’ad rossazzurro in conferenza stampa.

Giornata di conferenza stampa in casa Catania. L’amministratore delegato rossazzurro, Pietro Lo Monaco, ha infatti presentato il nuovo tecnico etneo, Cristiano Lucarelli. Queste le parole del dirigente rossazzurro:

LEGGI ANCHE LA CONFERENZA STAMPA DI CRISTIANO LUCARELLI: “Contento di essere tornato. In campo voglio dei soldati, chi ha la testa altrove…”

RITORNO DI LUCARELLI “Qua ha fatto benissimo. Abbiamo fatto un campionato importante e sfiorato la B a più riprese. Siamo malauguratamente usciti ai play off senza perdere. Ci sembrava, insomma, la soluzione più giusta per riprendere il cammino che si era bruscamente interrotto. Siamo contenti di aver ripreso un discorso interrotto due anni fa, con la speranza che questo possa portare dei frutti. Abbiamo bisogno di uscire fuori da quest’impasse gravissimo, perché appena due mesi fa avevamo sotterrato un’antagonista dello stesso campionato con una caterva di gol. Poi ci siamo sciolti come neve al sole. In casa abbiamo sempre vinto e fuori abbiamo sempre perso nelle ultime gare. Un ruolino di marcia troppo strano. Ci auguriamo di chiudere un discorso fin qui tracciato e riavviarne un altro che ci possa portare le soddisfazioni che vogliamo e che la piazza merita”.

STAFF TECNICO “Insieme al mister ritornano i collaboratori più fidati, Vanigli e Conticchio. Si ristabilisce quello che è un organigramma che ha già lavorato con successo e risultati al Catania. Ritorna anche Marco Onorati come preparatore dei portieri”.

POLEMICHE “Non voglio alimentare chiacchiere e discussioni. Al di là di tutto ciò c’è la storia che non può essere cancellata da nessuno. Le chiacchiere stanno a zero e la storia è indelebile. Sono tornato a Catania e la situazione qui era grave”.

FALLIMENTO EVITATO “Forse era auspicabile che si procedesse come in altre piazze: Palermo, Fiorentina, Napoli, Bari, Parma, Foggia… Il Catania non lo ha fatto, abbiamo sistemato le cose una alla volta. Abbiamo cercato di sistemare la propria società e tenere in piedi la cosiddetta matricola. Solo un pazzo poteva pensare di riuscire a fare tutto questo. Ero molto pessimista, ma mi sono rimboccato le maniche e siamo andati avanti. Oggi il Catania è una società appetibile, qualora fosse oggetto di qualche interesse. Abbiamo rispettato tutte le scadenze, in tre anni siamo andati avanti e abbiamo portato avanti un progetto tecnico con le nostre disponibilità. Sentire tutti gli sciacalli che mi sembra non abbiano a cuore altro che la fine del Catania è una cosa che posso accettare ma solo fino a un certo punto. A questo punto c’è uno scudo, io vado avanti per cercare di completare l’opera. E mi fa rabbia, non mi lascia l’amaro in bocca… Se potessi confrontarmi con loro, lo farei volentieri. Ma non è corretto e giusto che anni di lavoro, salute, tempo siano fatti oggetto di critica da parte di chi non sa nulla di calcio”.

PROMOZIONE IN SERIE B “Pagherei di tasca mia un addetto ai lavori che possa garantire la serie B. Purtroppo non esiste. Si dimentica che negli ultimi due anni abbiamo fatto 154 punti. E ai play off siamo usciti senza mai perdere… Si fa una grande fatica a tenere in piedi le cose, ma lo abbiamo fatto. I tifosi facciano i tifosi. La società fa la società. Sono tornato con un’idea, non far fallire il Catania, perché il Catania per me è come un figlio”.

NESSUN ADDIO “Me ne sono già andato nel maggio del 2012, stavolta non lo farò. Anche se ogni frase viene strumentalizzata… E la cosa più facile sarebbe consegnare le chiavi della società. Vorrei vederla gestita dal signor Spampinato della curva e dall’avvocato Rapisarda… Loro devono spiegarmi l’obiettivo qual è. Venissero loro a gestire il Catania, sarei pronto a farlo se fossi sicuro che loro possono sistemare le cose”.

BRUTTA PARTENZA “Siamo partiti male, è vero. Ma ci sono ancora tante partite. Al di là del fatto che ravviso, da parte di qualcuno, quasi un’attesa spasmodica affinché le cose vadano male. Il Catania dà da mangiare a 200 famiglie. E questa è una responsabilità. Si è creato un brutto clima per un discorso di sfida. Nessuno può toccare il Catania. Se qualcuno lo farà, potrà farlo quando io sarò morto”.

ARGURIO E POSSIBILE NUOVO DS “Il direttore Argurio è andato via perché ha fatto una proposta lavorativa migliorativa dal punto di vista personale e della carriera. Qui ha fatto benissimo e non mi è sembrato consono mettergli i bastoni tra le ruote. Adesso stiamo pensando a un paio di profili, per completare l’organigramma e dare alla squadra un altro tassello che stia vicino al nostro mister e alla nostra squadra”.

MOMENTO DI CRISI “Tutto è partito dalla partita persa a Potenza. Fin lì eravamo col vento in poppa. In quella sfida abbiamo perso Sarno, Emanuele Catania e Saporetti. A loro si sono aggiunti Di Molfetta, Mbende, Esposito. Queste sono cose a cui la squadra ha sopperito in casa, mentre in trasferta è entrata nel pallone. Abbiamo avuto due trasferte con Reggina e Ternana perse di misura. Questo ha contribuito a far sì che la squadra in trasferta entrasse in una specie di tunnel. Non mi sono mai fermato un minuto a pensare alla partita con la Vibonese. Una gara irreale, se la giocassimo altre dieci volte non finirebbe in quella maniera. Parlo di crisi di identità, la squadra di fronte a tutte queste situazioni ha avuto un momento di sbandamento. Vogliamo ripartire, il campionato ci dà ancora tante opportunità che noi abbiamo il dovere di percorrere”.

MERCATO DI RIPARAZIONE “Non è il caso di parlare del mercato di gennaio, abbiamo un organico con 26 elementi che hanno giocato in categorie superiori. Col nome però non si vince, bisogna metterci grinta e volontà”.

CAMPLONE “Non voglio alimentare pettegolezzi. Quando un allenatore viene cambiato, lo si fa perché i risultati sono quelli che sono. E la squadra si esprime al di sotto del valore che gli si attribuisce. Camplone è andato via per colpa dei risultati e noi non vogliamo farci trascinare in una situazione di grande disagio”.

TANTE SQUADRE IN CORSA PER IL VERTICE “Il valore di un giocatore si misura con il curriculum che ha. E se si vanno ad analizzare i giocatori del Catania e della Reggina a uno a uno, ci si rende conto che non abbiamo nulla da invidiare. Il calcio vive di momenti: a Reggio ad esempio vivono il momento della nuova proprietà, c’è un momento di aggregazione importante e loro fanno i risultati. Non c’è nulla di stratosferico. Quest’anno non esiste nessun Lecce o nessun Foggia. Ci sono 4-5 squadre che puntano alla vittoria diretta. E altre tre o quattro che possono battere chiunque. Vedi il Potenza che è primo meritatamente, anche perché hanno preso solo due gol”.

PLUSVALENZE DEI GIOVANI “Abbiamo fatto delle belle operazioni con Bogdan, Floridia e Pecorino, tutte cose che ci hanno aiutato nel bilancio”.

TRE ALLENATORI IN BUSTA PAGA “Difficilmente un lavoratore risolve un contratto per non essere pagato. Ne abbiamo tre in busta paga e continueremo a pagarli”.

Luca Di Noto
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