Eccellenza B
Ragusa, botta e risposta tra Passewe e il pres. D’Amico. Il primo: “Mi deve dei soldi”. Il patron: “Le cose non stanno così”

Ragusa, botta e risposta tra Passewe e il pres. D’Amico. Il primo: “Mi deve dei soldi”. Il patron: “Le cose non stanno così”


Il tutto è avvenuto sui social network.

Mentre in casa Ragusa si pensa, tra le altre cose, soprattutto a programmare la prossima stagione che vedrà il ritorno degli iblei in Eccellenza, in casa azzurra è montato un caso, il botta e risposta tra l’ormai ex tesserato Morris Abubaka Passewe e il presidente Nicola D’Amico. Il tutto è avvenuto su Facebook, col calciatore che lamentava, tra le altre cose, anche il mancato rispetto degli accordi presi e il patron ibleo che ha risposto tramite la pagina ufficiale del club. Questo il post di Abubaka Passewe:

“Non voglio usare il termine truffatore perché so che sei una persona rispettosa. Sono rimasto troppo in silenzio e mi hai sempre preso in giro. Hai pagato tutti e ancora non mi vuoi dare il resto dei miei soldi, oggi ci siamo sentiti e hai detto se non firmo per il Ragusa non mi dai il resto, Presidente allora stai sbagliando perché quei soldi sono stipendi miei e non devono essere condizionati. Ho fatto tanti sacrifici, ho vissuto 4 mesi in una casa senza acqua calda in inverno, ho vissuto in una casa per un mese senza luce e poi ho giocato il mese di maggio gratis senza ricevere un euro neanche una torta ma ho dato tutto sempre in campo, alla fine mi vuoi costringere di fare una scelta? Assolutamente no, non decidi tu per me Presidente perciò non ti chiederò più per i soldi ma c'è sempre il Karma nella vita. Sono stufo di chiamarti e non rispondi, non penso che merito tutto questo ma è meglio la gente sa che tipo di persona sei. Grazie tanto Presidente Nicola D'Amico”.

Non si è fatta attendere la risposta del patron della squadra iblea attraverso la pagina Facebook ufficiale del club. Queste le parole di D’Amico:

“Sono stato accusato – dice il presidente – di non avere rispettato gli accordi. Non è così. Ecco come stanno le cose. Passewe arriva al Ragusa con la formula del prestito all’inizio della scorsa stagione sulla base di un accordo con la squadra di provenienza, il Marina di Ragusa, con cui viene definito anche l’importo del rimborso spese mensile oltre al vitto e all’alloggio. E per conferme in questo senso basta chiedere al direttore generale della squadra della frazione rivierasca. Detto ciò, preciso che a oggi risulta documentata l’erogazione a Passewe di rimborsi spesa pari a poco più di dieci mensilità. E risulta un importo maggiore che gli abbiamo riconosciuto perché ritenevamo che meritasse di più rispetto a quanto concordato inizialmente. È vero che era in pendenza l’erogazione di somme legate a un premio. Quest’ultimo, però, era vincolato al fatto che il giocatore vestisse la nostra maglia anche per la prossima stagione. Cosa che non è avvenuta".

"Tra l’altro - aggiunge D'Amico riferendosi al calciatore in questione - sino all’ultimo non è stato sincero nei nostri confronti dicendo che sarebbe andato a Milano non si capisce bene per quale motivo mentre in realtà sembra che avesse già deciso di giocare altrove seguendo l’ex allenatore del Ragusa. Scelta legittima, per carità, ma che non ci è stata comunicata nei modi dovuti. Riguardo alle altre accuse che mi sono state rivolte, con particolare riferimento alle condizioni con cui il giocatore sarebbe stato tenuto nell’abitazione che la società aveva messo a sua disposizione, occorre precisare che non appena è intervenuto il padrone di casa della casa in affitto le problematiche, che nessuno si era preso la briga di segnalare nella maniera opportuna a chi di dovere, sono state subito risolte. L’Asd Ragusa Calcio 1949 ha operato in maniera lineare. Ci stiamo impegnando a liquidare tutto il pregresso per chiudere la stagione con i giocatori e lo staff. Ed è quello che stiamo facendo. Per quanto riguarda la famosa torta e la cena rispetto a cui mi vengono lanciate ulteriori accuse, diciamo che per motivi strettamente personali non me la sono sentita di organizzarmi in questo senso. E’ forse una colpa? Era una cosa dovuta?".

Luca Di Noto
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