Serie D
 
 

Gela, Martello a GS.it: “Vi spiego il mio esonero. Mi dispiace per la squadra e per la città“


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Gela, Martello a GS.it: “Vi spiego il mio esonero. Mi dispiace per la squadra e per la città“

Anni di lotta con e per il Gela. Un finale immeritato di una storia bella e travagliata. Giovanni Martello, già da qualche giorno non è più il ds del Gela e ai microfoni di Goalsicilia.it  spiega i retroscena dell'addio.

Direttore, lei e il Gela vi siete separati il giovedì prima della gara contro la Cittanovese. Le voci parlano di una lite con la proprietà, cosa è successo?

"Sono uno molto mite, non ho mai litigato con nessuno, men che meno in questa spiacevole occasione. Il tutto nasce nella partita contro la Sancataldese, quando un ragazzo del '99, Selvaggio, chiamato ad entrare al 90', si è rifiutato di entrare, cosa molto grave a mio giudizio, perché trattasi di un giovane e di un gelese: è stata una grossa mancanza di rispetto. Io in panchina, per mio costume, non faccio sceneggiate e non ho detto niente. Il ragazzo poi non si è presentato agli allenamenti martedì e mercoledì ma poi me lo sono ritrovato al campo giovedì: obbligatoriamente dovevo fare il mio lavoro, tutelare il club, l'allenatore e i ragazzi, ci sono delle regole imprescindibili e quindi ho chiesto al ragazzo di non cambiarsi perché prima di reintegrarlo bisognava chiarire l'accaduto".

Dove entra in gioco la proprietà?

"Il ragazzo se ne va e dopo cinque minuti mi chiama uno dei fratelli Mendola che mi invitava a far allenare Selvaggio. Gli ho spiegato che non era possibile e che stavo tutelando gli interessi della società affinché non diventasse tutto una giungla. Uno dei proprietari si è innervosito, mi ha chiesto di aspettarlo al campo che ne avremmo parlato di presenza. Finito l'allenamento sono arrivati in campo i fratelli Mendola e il presidente mi ha comunicato che ero esonerato. Non ho proferito parola, ho ringraziato, mi sono girato e me ne sono andato".

Il venerdì però, dopo le voci del suo allontanamento, la società con un comunicato ufficiale smentisce il suo esonero...

"Faccio fatica a spiegarmelo, vi ho dato la lucida versione dei fatti. A freddo sono abbastanza sereno quindi voglio evitare polemiche. Lascio a chi legge le considerazioni del caso. Rimango basito dal comunicato nel quale, tra le altre cose, si parlava di grande stima e fiducia nella squadra nello staff ma c'è un però che non posso trascurare: alla vigilia della sfida contro la Sancataldese, il presidente sabato mattina ha interrotto la rifinitura, cosa poco gradita dal sottoscritto, per comunicarci che erano delusi dalla stagione e dall'andamento della squadra e che, nell'ipotesi di non vittoria contro la Sancataldese, avrebbero mandato tutti a casa e avrebbero continuato con la Juniores".

Qual è la cosa che le dispiace di più a posteriori?

"Mi dispiace in primis per il club, per i ragazzi e i tifosi. Gela è un club storico e di blasone, i ragazzi stanno facendo il loro dovere in pieno, avevamo instaurato un feeling che ci ha permesso di portare il nome di Gela degnamente in giro per l'Italia. La débâcle contro la Cittanovese è frutto di quello che è successo giovedì, prima di quella gara eravamo in piena zona play off, eccezion fatta per il Bari ce la siamo giocata con tutti".

Come si spiega il gesto dei tifosi dopo la sconfitta contro la Cittanovese che hanno chiesto ai giocatori di togliersi la maglia?

"Non ero presente, non posso commentare. Conosco perfettamente l'amore smisurato dei tifosi per questa maglia, ritengo sia stato un gesto di rabbia, di frustrazione che sicuramente resterà un gesto circoscritto. I tifosi sono stati presenti in tutte le trasferte e ci hanno sempre sostenuto, è stato solo un atto di nervosismo".

Senza i problemi del 'Presti' lo squadrone che hai costruito in estate, dove sarebbe adesso?

"Nel calcio non è possibile avere certezze a posteriori, è uno sport bello perché è vario. Però credo che con il nostri Presti, con il pubblico a sostengo dei ragazzi, qualche punticino in più in casa l'avremmo fatto".

Magari a ridosso del Bari...

"Senza ombra di dubbio è possibile. Oltre alla domenica, la chiusura del 'Presti' ci ha condizionato anche durante la settimana, in allenamento abbiamo dovuto dividere campi con squadre giovanili. Non è tollerabile non avere un campo di allenamento per una squadra di Serie D".

Quando risolveranno questo problema degli impianti?

"Ora ci saranno le elezioni, penso che il nuovo Sindaco si farà carico del problema. Intollerabile che la quinta città siciliana sia da un anno e mezzo senza stadio".

Come si spiega questa situazione di comunicare ufficialmente il non partire per la trasferta e poi partire il giorno prima della gara?

"No comment. Purtroppo non è la prima volta che succede ma non voglio fare commenti".

Cosa vede nel futuro del Gela?

"Non ho idea, non ho avuto sentori particolari. Ma poi ho una ferita ancora particolarmente aperta...".

Cosa si augura invece per la piazza?

"Sono particolarmente legato alla città e ai tifosi e auguro il meglio al Gela perché è una piazza importante che ha fatto tanti anni di C e per bacino e per tifoseria può ambire a categorie superiori. Senza Bari e Vibonese, negli ultimi due anni, avremmo potuto dire la nostra".

Per chiudere...

"Con i soldi puoi permetterti vestiti firmati, Ferrari e tante altre cose ma non puoi comprarti l'educazione, la cultura e il rispetto". 

Vittorio Damiani
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