Serie D
 
 

Infantino a GS.it: “Spiego cosa non ha funzionato a Messina. Il punto su Sciotto, giocatori, ambiente...”


Le esclusive di Goalsicilia.it-L’ex tecnico giallorosso.

Infantino a GS.it: “Spiego cosa non ha funzionato a Messina. Il punto su Sciotto, giocatori, ambiente...”

La sua avventura sulla panchina dell’Acr Messina è durata poco più di un mese, fatale la sconfitta di domenica scorsa con l’Acireale che ha portato all’esonero. Ci riferiamo a Pietro Infantino, ormai ex tecnico giallorosso, queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Mister il calcio è strano. Ad Acireale dopo la scorsa stagione ti avrebbero fatto una statua, proprio l’Acireale ha portato al tuo esonero...

“Semplici coincidenze (sorride con amarezza, ndr)”.

Partiamo dall’inizio: agosto, ti chiama il Messina del direttore Polenta...

“Avevo già avuto un contatto con il presidente Sciotto a giugno ma non avevamo trovato l’accordo. Con Adriano (Polenta, ndr) c’è stata la possibilità di andare al Trapani che non si è concretizzata, quando è andato al Messina ha fatto il mio nome”.

Siete partiti a preparazione più che inoltrata con una squadra incompleta...

“Sicuramente ha influito ma non sono abituato a cercare alibi nelle mie sconfitte. Una squadra come il Messina, piazza importante che ha voglia di ritornare dove merita di stare, non ha tempo da perdere e costruire la rosa a settembre non fa bene. Noi siamo arrivati il 23 agosto e già dopo qualche giorno si giocava. Strada facendo abbiamo preso qualche altro giocatore, anche a campionato iniziato, ma ovviamente c’erano problemi di preparazione”.

Non è stato un avvio facile insomma...

“Eh no, anche perché in questa categoria non ti aspetta nessun. Devi essere già pronto, avere un’idea di gioco, una tattica”.

Quanto può avere influito emotivamente l’essere partiti proprio col Bari e avere perso 3-0?

“Sicuramente parecchio. Ovviamente le partite sono tutte difficili, ma in quel momento avevamo bisogno di partire col piede giusto per lavorare meglio visto che eravamo in totale costruzione. La batosta di Bari ha mandato l’autostima sotto i tacchi”.

Dopo Bari altra mazzata con l’Igea...

“Una conseguenza. Contro i pugliesi volevamo dimostrare di non essere da meno, purtroppo non eravamo ancora pronti, in questo momento la differenza è tanta”.

Poi arriva la vittoria sul Marsala che sembra un cambio di rotta...

“Una squadra forte quella lilibetana. Abbiamo giocato molto bene un tempo, facendo tre gol e sbagliandone qualcun altro. C’erano quei minuti sulle gambe, la squadra quando corre ha qualità, ma se il fisico non risponde più, tutto si mette in salita”.

A Cittanova un pari che ha fatto storcere il naso a tutto l’ambiente...

“Vincevamo e ci siamo fatti recuperare due volte. Quando la ruota non gira, il blasone ti pesa. Per una piazza come Messina, giustamente, il pareggio a Cittanova non può essere considerato un risultato positivo. La differenza di qualità c’era, ma occorre l’abbinamento alla forza fisica e questa è mancata”.

Il calcio. L’Italia di Mancini batte la Polonia con un gol di Biraghi al 93’ e siamo tutti felici, se non avesse vinto era pronto un massacro mediatico. Se Arcidiacono segna il rigore con l’Acireale, Genevier non si fa espellere e potenzialmente cambia tutto...

“Eh sì. Prima della gara dicevamo che poteva essere l’inizio di un ciclo perché ci stavamo ritrovando, c’erano stati dei problemi interni che avevamo chiarito e risolto. Ovviamente nei momenti di difficoltà queste problematiche vengono fuori e la squadra si scioglie”.

Ad Acireale l’anno scorso tante difficoltà esterne ma il gruppo era forte...

“Eravamo da soli e da soli dovevamo uscire dalla difficoltà. Sun Tzu ne ‘L’arte della guerra’ diceva ‘Non ho paura della sconfitta ma della disgregazione’. Purtroppo domenica non siamo stati bravi a compattarci per salvare la barca, mentre l’anno scorso abbiamo fatto cerchio e centrato l’obiettivo. Anche se tecnicamente forse, forse, questo Messina ha qualcosa in più del vecchio Acireale”.

Da spettatore domenica quando Arcidiacono ha sbagliato il rigore e Genevier è stato espulso ho immaginato potesse finire come poi è finita. Tu dalla panchina...

“L’espulsione di Genevier, persona equilibrata, misurata e intelligente, era lo specchio dell’aspetto emotivo della squadra. Non ci siamo ritrovati in un momento di difficoltà. Attenzione, non voglio assolutamente colpevolizzare nessuno e non ho mai pensato che i calciatori mi giocassero contro o la società volesse farmi fuori. Anzi...”..

Dimmi mister...

“Voglio sottolineare il grandissimo rapporto che c’era e c’è con la famiglia Sciotto, non solo col presidente. Famiglia unita e di valori veri. Sicuramente il calcio e questo esonero non ci hanno divisi, nella vita non c’è solo il calcio e abbiamo valori uguali. Siamo uomini vecchio stampo. Anzi approfitto per dire loro grazie perché nei momenti di difficoltà ci sono sempre stati. Poi certo, i risultati non sono arrivati e il presidente, anche a malincuore, mettendomi nei suoi panni qualcosa doveva fare”.

A fine partita avevi dichiarato che sarebbe stato sbagliato mandarti via. A mente fredda...

“Sono ancora di quell’idea. L’esonero è sempre una sconfitta per tutti. A fine gara mi hanno parlato di comportamento ma io avevo un appartamento a Messina e l’ho disdetto per stare al ‘San Filippo’ con i ragazzi e fare gruppo. Una squadra compatta, che si stima e sta bene assieme, è molto più forte di una che ha dalla sua solo la tecnica. Purtroppo non c’è stato il tempo per farlo”.

Qualche tuo collega ha dichiarato che il Bari non ha già vinto il campionato, ma quasi, e quindi a dicembre molte squadre smantelleranno per risparmiare...

“Sicuramente il Bari ha una marcia in più, non mi riferisco solo all’aspetto tecnico ma anche societario, lo dicevo al presidente poco tempo fa. Lì c’è la conoscenza dell’ambiente calcio, loro ci sono dentro. Sciotto è una bravissima persona, ha la forza economica, però dentro non c’è. Messina è come Bari, ma la struttura societaria e tecnica dei pugliesi attualmente è più forte”.

E sul fatto che molte smantelleranno?

“Non credo. Anche perché il calcio è in evoluzione, con il cambio ai vertici federali potrebbero cambiare tante cose anche a livello di ripescaggi”.

Vuoi aggiungere qualcosa?

“Ringrazio il mio staff che mi è stato vicino e faccio un grosso in bocca al lupo a due amici che sono Torma e Biagioni. Con il direttore ci ho giocato, con Oberdan ci siamo affrontati quando lui era ad Olbia e io all’Arzachena. Spero davvero riescano a migliorare la situazione per il bene del Messina”.

Dario Li Vigni
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