Eccellenza B
 
 

Basile a GS.it: “Esonero dal Biancavilla? Tutto premeditato, Di Gaetano era già in tribuna. Il direttore Grigorio…”


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Basile a GS.it: “Esonero dal Biancavilla? Tutto premeditato, Di Gaetano era già in tribuna. Il direttore Grigorio…”

Un esonero (quasi) a ciel sereno. Al Biancavilla in settimana è cambiato tutto dal punto di vista della guida tecnica. Via il mister Nicola Basile, al suo posto ecco Francesco Di Gaetano, ex vice di Boscaglia a Trapani ed ex tecnico del Paceco. L’esonero, però, non ha sorpreso più di tanto proprio Basile. Queste le sue parole a Goalsicilia.it:

Mister, partiamo proprio dal suo allontanamento. Da cosa è dipeso?

“Non è stato il risultato a determinarlo. Il mio sostituto era già in tribuna sia domenica sia mercoledì, quindi era una decisione premeditata. A prescindere dal risultato, sarei stato esonerato ugualmente”.

Dunque aveva già avuto qualche sentore?

“Il sentore l’ho avuto già domenica sera, quando mi hanno detto che c’era Francesco Di Gaetano in tribuna a vedere la partita. Era già stato accostato al Biancavilla prima di chiamare me a inizio stagione, ho fatto due più due. Vederlo domenica in un big match come Paternò-Biancavilla ci può anche stare. Però vederlo mercoledì in tribuna per il match di Coppa, considerando che viene da Palermo e ci sono 400 chilometri tra andata e ritorno, mi ha fatto pensare fosse tutto premeditato”.

Quindi conferma che risultati e prestazioni non c’entrano nulla?

“Avevamo ottenuto un ottimo risultato, il Giarre ha pareggiato soltanto a tempo scaduto. Per l’esonero non c’entrava nulla né il risultato né la prestazione. Non è una questione tecnica, ma personale”.

In un suo post su Facebook faceva riferimento a simpatie e antipatie...

“Assolutamente sì, e mi riferivo al direttore (Francesca Grigorio, ndr), con cui non c’è mai stato mai feeling”.

Mister, ci spieghi meglio…

“Tutto quello che chiedevo le pesava come un macigno. Un esempio è il massaggiatore che non abbiamo mai avuto. Io in Eccellenza non posso andare in campo senza avere un massaggiatore al seguito. E lei parlava di professionismo…”.

Come mai queste scelte?

“Mi diceva che c’era una questione di budget da rispettare. Con i loro soldi possono fare quello che vogliono, ma non mi si può venire a parlare di budget”.

Insomma, una sfiducia da parte della nuova dirigenza…

“Io penso sia un allontanamento voluto anche per dare un segnale alla vecchia presidenza. Lo penso e credo sia così, non penso sia un pensiero scandaloso. Stanno facendo terra bruciata attorno alla vecchia società”.

Quale sarebbe il motivo in tal senso?

“Questo non lo so, anche perché non ci sono mai stati motivi validi. Io ho sempre parlato di mercato con lei, puntualizzando anche quello che mancava a questa squadra. Però non mi è mai stato concesso di prendere giocatori che avevo richiesto, il budget era limitato e dovevamo attenerci ad alcune cose. Io ho rispettato le scelte della società che ha allestito una rosa con 10-11 giocatori validi, senza però avere cambi altrettanto validi”.

E come lavorava in questo clima?

“C’era molta unione tra squadra e staff, quello che mancava era l’unione tra società, staff e squadra. I ragazzi chiedevano terapie e non gli venivano date, le ecografie dovevano pagarle a spese loro. Il ristorante quando c’era la doppia seduta dovevamo pagarlo a spese nostre. Tutto ciò era un sentore che qualcosa non andava nel rapporto tra società, staff e squadra”.

Mister, a questo punto quale sarà il suo futuro?

“Sono sotto contratto, sono stato esonerato e sono a disposizione della società. Devo esserlo. Mi dispiace e mi rammarica perché il campo mi manca e mi mancherà. Ne approfitterò per studiare, guardare partite e farmi trovare pronto qualora l’anno prossimo arrivasse un’altra chiamata”.

Se l’esonero fosse arrivato prima delle gare ufficiali, ci sarebbe stata la possibilità di andare altrove…

“Se il direttore già dall’inizio aveva questo dubbio e queste perplessità sul mio incarico potevano anche non farmi firmare il contratto. La firma per gli allenatori è importante, perché non mi posso svincolare a meno che non dia le dimissioni. E io non ho nessuna intenzione di darle!”.

Luca Di Noto
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