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Licata, Scimonelli a GS.it: “Quasi con le lacrime agli occhi ci siamo dovuti tirare indietro. Spiego situazione...”


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il presidente dei gialloblù.

Licata, Scimonelli a GS.it: “Quasi con le lacrime agli occhi ci siamo dovuti tirare indietro. Spiego situazione...”

Che il Licata abbia disputato un grandissimo campionato, nonostante un avvio difficile, non ci sono dubbi. Una promozione sfumata per soli tre punti, una Coppa Italia regionale in bacheca ed un’eliminazione nella fase nazionale della Coppa amarissima. Ieri un fulmine a ciel sereno, il presidente Danilo Scimonelli, insieme ai dirigenti Enrico Massimino, Nico Le Mura e Andrea Marrali hanno fatto un passo indietro. Proprio con Scimonelli, abbiamo fatto il punto della situazione, queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Presidente, cosa è successo?

“C’è stata l’assemblea dei soci di fine stagione e all’interno di questa abbiamo analizzato tanti temi, sia per il passato che per il futuro. Durante il dibattito, che non è stato per nulla facile, ci sono stati dei passaggi che hanno quasi offeso me e Massimino. Vista la nostra età, e quella della controparte, abbiamo soprasseduto, con grande volontà siamo arrivati ad un accordo per la programmazione futura...”.

Quindi tutto ok...

“Per nulla, l’accordo è durato cinque minuti. Gli altri soci sono andati via, noi siamo andati a prendere un caffè ma sono tornati indietro dicendo che l’accordo non andava più bene”.

Quindi avete fatto voi un passo indietro...

“Le nostre dimissioni nascono per comunicare che ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti. Adesso le ipotesi sono due: o loro fanno un passo avanti o lo fanno indietro, sicuramente accanto non possiamo più stare”.

Riassumendo, il punto è che o voi cedete le vostre quote o lo fanno loro...

“Penso sia arrivato il momento di ciò, per il bene del Licata calcio, o un passo avanti o indietro. Noi l’abbiamo fatto per un senso di responsabilità. Tengo a precisare che non c’era nulla di programmato, nessuna voglia di disimpegnarsi, anzi ti dirò di più. Ieri siamo arrivati alla riunione carichi e vogliosi di programmare al meglio la nuova stagione, pronti già da lunedì a ripartire. Nonostante né io né Massimino siamo licatesi, abbiamo dimostrato con i fatti di amare questa maglia e questa splendida società, rispettando l’eccezionale tifoseria gialloblù”.

Ti sento rammaricato...

“Lo sono e tanto. Credimi che i primi dispiaciuti, quasi in lacrime, siamo noi. Lasciare una creatura che abbiamo formato, migliorato e fatto crescere, fa male. Sicuramente però non possiamo essere mortificati da alcuni atteggiamenti”.

Possiamo chiarire quali sono i nodi cruciali della questione?

“Ci sono dei modi diversi di intendere il calcio e di fare calcio. Ripeto però che eravamo passati sopra ad ogni problema, ma sicuramente in una trattativa se tu sei pollicino non puoi permetterti di battere il pugno sul tavolo...”.

Un nodo potrebbe essere un fattore tecnico? Magari sulla scelta dell’allenatore...

“Assolutamente no. Non siamo arrivati ad entrare nel merito degli aspetti prettamente calcistici del futuro. Non si è parlato né di allenatori né di giocatori, di fatto c’è stato quasi un processo sulla stagione passata”.

Ossia?

“Beh abbiamo avuto la colpa di avere rinnovato l’entusiasmo della piazza, di avere triplicato il valore del parco societario, di aver lottato fino alla fine per la vittoria del campionato e di aver vinto una Coppa Sicilia. Per questa piazza sicuramente sono cose riduttive, ma mancavano da 10 anni...”.

Anche durante l’anno c’erano stati problemi...

“La società parte con una cordata licatese, ma visto che faccio l’imprenditore da tanti anni avevo intuito che per fare bene devi avere una società forte. Per questo ho coinvolto nel progetto Massimino. Eravamo una società sana, ma ci mancava quel quid che ci facesse fare il salto di qualità. Nel corso della stagione qualcuno non si è impegnato come doveva, qualcun altro molto di più. Aggiungo anche che, se non ci fossimo stati io e Massimino, forse non si sarebbe neanche arrivati a finire la stagione”.

Ti faccio una domanda cattiva: questa mossa potrebbe essere interpretata come un pretesto per assumere da soli il controllo della società?

“No, ci siamo fatti indietro semplicemente perché non vogliamo cominciare una stagione che già dopo poco tempo potrebbe diventar catastrofica. Rispettiamo molto le persone ed i nostri tifosi, non dirò mai ‘Vai via perché io sono X’, quindi faccio un passo indietro io perché non possiamo fare più calcio insieme”.

Il prossimo passo quale sarà?  

“Ieri sera mi ha richiamato uno di loro chiedendomi di rincontrarci. Questa mattina sono successe altre cose che mi portano a non voler tornare indietro sui miei passi. Ti dico sinceramente che però per il bene di questa società siamo pronti a fare tutto”.

L’unico paletto è che non volete più collaborare con gli altri soci...

“A queste condizioni sarebbe impossibile”.

Ho saputo tra l’altro che Massimino è stato cercato da tante società...

“Siamo in rapporti fraterni, qualcosa so. Posso solo dirti che lo hanno contattato parecchie società, una in particolare che gioca in un campionato decisamente superiore. Gli hanno chiesto di unirsi e lui ha risposto che semmai lui stesso avrebbe accolto loro nel Licata. Questo la dice lunga sull’amore per questa maglia che abbiamo maturato”.

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Dario Li Vigni

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