Eccellenza A
 
 
 

Dattilo, Mazzara a GS.it: ‘’Ci vogliamo togliere soddisfazioni. Spiego situazione mister Messina’’


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il patron dei gialloverdi.

Dattilo, Mazzara a GS.it: ‘’Ci vogliamo togliere soddisfazioni. Spiego situazione mister Messina’’

La sua famiglia ha di fatto fondato la squadra Dattilo Noir, lui stesso dice “Ho i colori gialloverdi nel sangue”. Parliamo di Michele Mazzara, patron della società considerata da tutti gli addetti ai lavori “un’isola felice”. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione, queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Presidente, perché siete considerati un’isola felice?

“È giusto fare una premessa. Nel tempo i soci si sono susseguiti da padre in figlio. Ad esempio mio padre è stato per anni il cassiere, mio zio il presidente e così via. La società nasce nel 1980 e dal 1984 inizia a fare attività agonistica affiliandosi alla Figc. Io sono dirigente da quando avevo 18 anni, ora ne ho 45... Ce l’abbiamo nel sangue e siamo una grande famiglia”.

Insomma è un passione più che un lavoro...

“È una creatura che è nata con noi e vogliamo duri nel tempo come è stato finora. Negli anni ci sono stati anche dei soci  definiamoli ‘extra’ a darci una mano, per esempio quest’anno c’è il sig. Martinez che ha sposato la nostra causa ed è l’ex presidente della Riviera Marmi”.

Per essere tutto perfetto vi manca il campo, visto che giocate a Paceco...

“In realtà noi il campo lo abbiamo, ma non è omologato per l’”Eccellenza. Credimi però che il fondo è decisamente migliore rispetto ad altri terreni di gioco che ci sono nel nostro campionato. La società Dattilo non fa nessuna pressione agli organi competenti per giocare a casa, quindi ci spostiamo a Paceco. Questo è un nostro pallino, con qualche piccolo finanziamento si potrebbe sistemare e ci piacerebbe un giorno giocare proprio nel nostro stadio dove attualmente facciamo attività di Settore giovanile”.

Passiamo al calcio giocato. Ti aspettavi un avvio così esaltante? Quattro vittorie su quattro...

“Abbiamo cercato sempre di programmare e allo stesso tempo avere continuità nel progetto. Se guardate la rosa non abbiamo stravolto rispetto all’anno scorso. Ci sono Iraci, Cinquemani e così via. Abbiamo accolto nella nostra famiglia molti ragazzi ex Riviera che conoscevamo bene da Genna a Grimaudo, passando per Salone e Convitto”.

Attualmente siete primi, se a quattro/cinque giornate dalla fine la classifica è questa che succede?

“Sinceramente vedo società molto più potenti di noi e organizzate. Noi siamo una piccola realtà, per noi l’Eccellenza è già una Serie A. Abbiamo uno zoccolo duro di tifosi che ci vuole bene, ma non possiamo competere con società come Licata, Marsala o Mazara che hanno stadi importanti e tifoserie sprecate per l’Eccellenza. Tuttavia noi giochiamo sempre per vincere, questo è chiaro”.

Domenica sfiderete proprio il Marsala...

“Mi collego alla risposta di prima, giochiamo sempre per vincere (ride, ndr). Sarà una gara combattuta, entrambe abbiamo singoli importanti quindi non escludo che possa essere decisa da un episodio di un singolo. Mi riferisco ai loro, giusto per citarne un paio, Testa e Sekkoum, o ai nostri Convitto e De Luca”.

In estate hai vissuto un caos per il discorso allenatore, scegliendo Tony Messina che non ha il tesserino. Mi spieghi la situazione?

“Parto col dirti che da qualche giorno ho mandato una lettera in Federazione, in cui ci diciamo disponibili a far fare il primo corso utile al nostro collaboratore Messina a Trapani, Agrigento o Palermo, certo non nella Sicilia orientale per problemi logistici”.

Ti sento un pizzico amareggiato...

“Ma sì, perché io sono un fan della legalità. Quando ho chiamato mister Messina avevo visto le referenze, non sapevo non avesse il tesserino e mi sono sentito assaltato da ambiente e stampa pur non avendolo ancora tesserato. Per quello abbiamo scelto mister Policani e mister Messina è solo un collaboratore che molte società hanno”.

Mister Policani che è uno di famiglia...

“Sempre per il discorso continuità che ti facevo all’inizio. Lui da tanti anni lavora con noi alla guida della Juniores ed era vice di mister Formisano. Scegliere lui è stato quasi un dovere anche per dare una sorta di chioccia ai ragazzi che già lo conoscevano bene”.

A dicembre dell’anno scorso hai perso Carioto che è andato a giocare in D alla Sancataldese. Hai paura che alla riapertura del mercato possa succedere con qualche altra pedina importante?

“Non per essere vanitoso, ma credo che in Eccellenza difficilmente si trova una serietà e una solidità come qua a Dattilo. Aggiungo però che se qualcuno vuole andare, lo lasciamo, non mi piace avere calciatori che restano controvoglia. Se qualcuno ha la possibilità di fare il salto, come Carioto l’anno scorso, per noi è un piacere credimi”.

Che ne pensi dell’esonero di Formisano a Sant’Agata?

“Secondo me è stato trattato male. Ci eravamo sentiti qualche settimana fa, dopo l’addio di Romeo, che per me era un campanello d’allarme visto che era l’unico giocatore che lui si era portato. Purtroppo spesso nel calcio i giocatori decidono da chi vogliono essere allenati, vedi cosa è successo al Bayern Monaco con l’esonero di Ancelotti, e credo sia successo lo stesso al Sant’Agata. Mi dispiace che debba stare un anno fermo, queste regole sono incomprensibili”.

Una regola, da quello che percepisco, che non condividi...

“Ovviamente no, andrebbe modificata. Partendo dal presupposto che non siamo professionisti, trovo assurdo che esonerando un tecnico bisogna corrispondergli tutta la parcella comunque e lui deve stare fermo fino al termine della stagione. Ripeto, siamo non professionisti, perché questa fiscalità sui tecnici?”.

Chi vince il campionato?

“Il 50% delle possibilità spetta al Licata”.

E il restante 50%?

“Lo divido ad altre tre società. Il 25% Marsala, 20% Mazara, posso prendere il 5% per il Dattilo (ride, ndr)? Scherzi a parte mi piace la Parmonval, ma anche il Canicattì ha una squadra importante ed un grande allenatore”.

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Dario Li Vigni

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