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Tedino e Lupo si presentano: ‘’Vogliamo riportare subito il Palermo in serie A’’


Il nuovo tecnico e il nuovo direttore sportivo sono stati presentati quest’oggi allo stadio.

Tedino e Lupo si presentano: ‘’Vogliamo riportare subito il Palermo in serie A’’

Giornata di conferenza stampa in casa Palermo. A parlare, o meglio a essere presentati, sono stati il nuovo tecnico Bruno Tedino e il direttore sportivo Fabio Lupo, che hanno affrontato diversi argomenti come obiettivi, passato, questioni societarie e altro, snocciolando inoltre qualche curiosità. I due si sono alternati al microfono, ma il primo a prendere la parola è stato Lupo. Questi gli argomenti trattati dal ds:

OBIETTIVO SERIE A “Per me è un grandissimo onore essere a Palermo, una piazza prestigiosa e una città con tanta storia e tradizione, conta innanzitutto fare bene e cioè riportare il Palermo nella condizione e nella posizione che merita nel calcio nazionale. Tornare in serie A è l’obiettivo che abbiamo tutti. L’obiettivo di chi c’era, di chi c’è adesso e di chi verrà”.

POTENZIAMENTO SQUADRA “Fare nomi è prematuro, ma posso dire che, se dovessimo spendere un euro in più, e un euro in più da spendere c’è, lo faremmo per prendere soprattutto giovani piuttosto che per il contratto di un giocatore che pur avendo un buon pedigree è un po’ più avanti con l’età. La fascia che monitoreremo, salvo sorprese, fa riferimento a giocatori di 23-24 o 25 anni. Profili che hanno tanto da dare e da chiedere a se stessi e che sono molto motivati così come lo siamo noi. Detto questo, ringiovanimento dell’organico non significa che punteremo solo su ragazzi diciottenni. Ringiovanimento è un termine più ampio che comprende anche altri aspetti come ad esempio quello motivazionale, un fattore che sarà per noi molto importante”.

GIOCATORI INCEDIBILI “Rispoli, Nestorovski e Goldaniga? Sono giocatori imprescindibili, elementi che pur avendo mercato per noi sono incedibili per quanto concerne Rispoli, quello relativo all'eventuale prolungamento del suo contratto (in scadenza nel 2018, ndr) è un argomento che ancora non abbiamo analizzato nel dettaglio ma che certamente andrà affrontato. Posavec? La stagione è stata complicata per tutti. Posavec, così come altri giocatori, non merita una bocciatura netta. Va tutelato anche attraverso la costruzione di un pacchetto-portieri affidabile e in grado di ovviare alle eventuali debolezze o difficoltà del singolo”.

NON SONO QUI DI PASSAGGIO “È qualcosa a cui non penso perché la mia mente è totalmente assorbita dalla voglia di operare bene in un contesto importante come questo. Nella mia carriera di direttore sportivo, sia in serie A sia in Lega Pro ho sempre lavorato alle dipendenze di una società pensando che sarei rimasto in quella società per sempre e che avrei costruito un percorso all’insegna della continuità”.

A parlare maggiormente, poi, è stato il tecnico Bruno Tedino, ex Pordenone:

RINGRAZIAMENTI “Voglio portare il mio saluto a tutta la gente che mi ha accolto qui a Palermo e che mi ha fatto emozionare. Qui c’è una garanzia di lavoro, si tratta di una città civilisima, c’è un gruppo di lavoro e di tifosi pronti a rimboccarsi le maniche. Vengo dalla strada e dalla gavetta, ho quest’occasione importante e voglio condividerla con tutti, con il mio staff e con i calciatori”.

NUOVO ENTUSIASMO “Dobbiamo essere molto bravi a trascinare i tifosi che devono ritrovare nuovo entusiasmo dopo la retrocessione. Siamo molto convinti della nostra passione e della nostra professionalità. Il primo passo tocca a noi, ma sono convinto che faremo delle cose importanti. Abbiamo voglia, motivazione e stimoli per incuriosire ancora di più la gente. Dobbiamo fare sì che questo diventi un modello nazionale e non solo. Essere a Palermo è motivo di grande soddisfazione. Insieme si possono superare tantissime difficoltà che ci saranno. Ci sono pure tante società neopromosse, quest’anno Spal e Benevento con l’entusiasmo hanno trovato punti importanti, determinanti”.

ZAMPARINI O BACCAGLINI, CHI L’HA SCELTO? “Ho parlato con Zamparini e Baccaglini, ho trovato un ambiente compatto e sereno. Questa è stata una scelta condivisa, non credo si sia trattato di un compromesso. Sono stato scelto da una società. Le vicende societarie non mi devono riguardare, ho visto una situazione serena tra le persone che ho nominato. Noi dobbiamo soltanto fare il bene del Palermo calcio, siamo stati scelti probabilmente perché abbiamo dentro il fuoco, credo che per il Palermo ci sia un futuro positivo”.

GRANDE RAPPORTO TRA I DUE PRESIDENTI “Credo che le ambizioni di Zamparini siano rimaste intatte. Ho visto una persona molto legata al Palermo, molto motivata e disponibile al sacrificio. Ho visto voglioso e motivato anche Baccaglini e sono rimasto a bocca aperta nel vedere il rapporto che hanno tra di loro. Ma noi non c’entriamo nulla con le vicende societarie”.

DIAMANTI “Alino è un ragazzo che io conosco dal 2004, quando lui giocava nel Prato, e ci ha sempre fatto un sedere così quando lo avevamo contro, nella Pistoiese. Quello che abbiamo pensato è che un campionato di serie B anche per lui sia riduttivo. Non l’abbiamo messo in un angolo, ma abbiamo avuto l’idea di ringiovanire un po’ la squadra. Ma non è che Diamanti da parte mia non goda di grande stima. È un grande giocatore, lo è stato e ha sicuramente ancora delle cartucce da sparare. Non credo che l’allenatore debba avvisare i giocatori se restino o meno a Palermo”.

PRIMA ESPERIENZA CON LUPO “Con Fabio non abbiamo mai lavorato insieme, però ci conosciamo da tantissimo tempo. Le persone non si conoscono casualmente e si annusano come fanno i cani. Il mio DNA mi porta ad avvicinarmi a persone che stimo”.

NESSUNO MI FARA’ LA FORMAZIONE “In Zamparini ho trovato una persona molto leale, energica e disponibile a sentire cosa dice la mia parte. Io sono un allenatore aziendalista, ho sempre fatto gli interessi della società. In questo momento nessuno mi ha detto chi deve giocare o meno, non ho trovato una persona energica nel dirmi cosa devo fare. Io porto la mia competenza e la mia serietà a disposizione della società. A 52 anni ancora studio per migliorarmi”.

CREAZIONE DI UN TEAM FORTE “Credo che la cosa più importante non sia la scelta del calciatore, credo soltanto che ci sia bisogno di un team forte che parte da noi e poi dal gruppo. Ci vuole personalità, ci vogliono attributi e di questo pedigree andiamo in cerca. Per quanto riguarda la costruzione della squadra, Fabio è la persona più adatta. Facciamo tutto in coabitazione con la società, perché deve sapere tutto con la porta spalancata. Dobbiamo essere forti come team”.

MERCATO “Andrea (Ingegneri, ndr) è un ragazzo che ha già fatto la B. In serie C ha fatto la differenza, ha un mercato molto importante con altre squadre di spessore in B. Si tratta di un giocatore che ci seguirà e ci fa piacere, ha quella fame e quella bava alla bocca che noi cerchiamo. Dobbiamo intanto stare attenti ai giocatori che abbiamo in roster e che sono sotto contratto”.

FILOSOFIA DI CALCIO “Mi piace un calcio fatto di princìpi, di calciatori che abbiano un’ottima tecnica e che però giocano in undici. Non possiamo prendere, come in un’orchestra, dieci percussionisti e zero fiati. Ci vuole equilibrio. Ci piacerebbe fare qualcosa di diverso da quello che finora si può essere visto. Ci piacerebbe un po’ meno possesso e più verticalizzazione. Noi non scopriamo l’acqua calda, qui prima di me ci sono stati grandi professionisti”.

RISANARE FRATTURA CON I TIFOSI “Dobbiamo incoraggiare quelle persone che al momento sono scoraggiate. Mio padre è del sud, ho vissuto tantissimi anni a Benevento e so benissimo la mentalità e l’ardore che ci mette l’uomo del sud”.

NESSUN CAMBIAMENTO NEL MODO DI ESSERE “Credo che con intelligenza ed educazione si risolvono tantissimi problemi. Mi sono sempre atteggiato nella stessa maniera, non ho scheletri nell’armadio perché ho due passioni nella vita, la mia famiglia e il mondo del calcio (anche il basket, ndr). Bisogna essere maniacali perché bisogna avere cura dei dettagli. Io ho il mio carattere, il mio spirito di sacrificio e queste cose non le baratto per nulla”.

LO FASO “Non ho allenato soltanto Lo Faso del Palermo (nell’esperienza alla guida della Nazionale under 17, ndr), sono molto orgoglioso di averlo portato io in Nazionale, ed è una segnalazione di Marco Pizzo. In Nazionale ho avuto anche Giuliano che ho fatto giocare da terzino sinistro quando lui era un centrale. Simone è un giocatore che ha una grandissima imprevedibilità, è bravo nell’uno contro uno ed è molto divertente per il pubblico. È molto importante e ha molto talento”.

RISPOLI E ALEESAMI “Sono tra quei giocatori che ci interessa tenere, mi metterò di traverso affinché possano restare qui. Non bisogna fondare la squadra soltanto su due nomi però. Mi piacciono il calcio veloce e la verticalizzazione, ma se troveremo squadre chiuse sarà difficile”.

CURIOSO RETROSCENA “È tutto un destino, perché mia figlia (Nicole, ndr) tifa Palermo e non so il perché. Ha 22 anni e almeno da dieci anni tifa in maniera molto accanita per il Palermo. Io non credo che le cose succedano per caso, certe volte le storie si intrecciano”.

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Luca Di Noto

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