Eccellenza A
Galfano fiume: ‘’Marsala tutto disastro, ma miei ragazzi super. Mi sento in colpa, però certe persone...’’

Galfano fiume: ‘’Marsala tutto disastro, ma miei ragazzi super. Mi sento in colpa, però certe persone...’’


Le esclusive di Goalsicilia.it-Il tecnico dei lilibetani.

Nonostante una stagione disastrosa dal punto di vista societario, da vero condottiero non solo ha sempre messo la faccia ma non ha abbandonato la nave. Parliamo di Angelo Galfano, allenatore del Marsala. Queste le sue parole a Goalsicilia.it.

Mister, hai ricevuto complimenti a destra e a manca, però possiamo dirlo che finalmente ‘sta disgraziata stagione è finita...

“Credimi sì. Faccio calcio da 40 anni, 20 da giocatore e 20 da allenatore, non mi era mai successa una cosa del genere. Quello che mi dispiace maggiormente è che è accaduto a casa mia. Ho dovuto costruire due squadre a mercato chiuso, prima a settembre e poi a gennaio, non è facile. Ho rovinato, nel senso buono del termine, una 15ina di ragazzi e mi sento in colpa per averli coinvolti”.

Sei arrabbiato con qualcuno in particolare?

“Ci sono personaggi senza scrupoli che gravitano in questo mondo e la cosa grave è che la Federazione permette loro di fare ciò che vogliono. Io sono stato preso in giro dopo un giorno, il sabato ho firmato e già lunedì ho capito che c’era qualcosa che non andava. È pazzesco che in un mondo non professionista, noi allenatori non possiamo andare a guadagnarci da vivere da un’altra parte nel corso della stessa stagione. Da un lato è permesso a certi personaggi di non pagare nulla, dall’altro noi tecnici non solo non siamo pagati, ma non possiamo spostarci da altre parti. Questo succede solo in Italia...”.

Percepisco tanta amarezza...

“In questa stagione ho avuto solo spese, visto che vivo tra Siracusa e Comiso quindi ho viaggiato tanto. In un anno non ho presso neanche uno stipendio. È una vergogna, non ci sono parole”.

C’è qualche sassolino che vorresti toglierti dalla scarpa?

“Io ho messo la faccia dal primo all’ultimo giorno, anche perché non volevo che il Marsala facesse la fine del Terranova, e questo mi dispiace tanto, cioè prendere 10 gol a partita. I ragazzi li devo ringraziare tutti, sia quelli che sono rimasti che quelli che sono andati via. Mi dispiace per quelli che, post gennaio, non sono potuti andare da altre parti ma ne terrò conto per il futuro e spero di poter dar loro una mano. Noi non ci allenavamo mai, andavamo in campo solo la domenica, ma ci siamo sempre fatti rispettare, ho avuto ragazzi encomiabili”.

Mister sei un fiume in piena...

“Sì, la città di Marsala non merita tutto questo. Non puoi capire che fastidio ho nel sapere che gli stessi personaggi continuano ancora oggi a promettere mari e monti per il futuro, è assurdo”.

Dopo l’addio di Occhipinti sembrava che la situazione si stesse sistemando invece non è stato così. Mai pensato di mollare?

“Se devo essere sincero sì. Con l’avvento di Vinci speravamo tutti che le cose potessero cambiare. Abbiamo provato a fare, io ed il ds Zangrì, una squadra a mercato chiuso e con fretta. Il presidente non ha mantenuto gli impegni presi e la rosa non è stata completata, ma nonostante ciò avevamo dimostrato sul campo di potercela giocare. Avevo detto al sig. Vinci di darmi fiducia, io ho vinto cinque play out ma con una società forte dietro, facendo questo io ci credevo davvero. Gli ho detto che ci saremmo salvati, o direttamente o con gli spareggi, e se non ce l’avessimo fatta mi sarei assunto tutte le responsabilità. Sono state parole al vento, dopo tre settimane è sfumato tutto”.

Il cane che si morde la coda...

“Ma sì. Occhipinti dava la colpa non si sa a chi, Vinci dava la colpa a Gerardi. Io però a Vinci vorrei fare una domanda. Uno che va dietro al Marsala da un anno, saprà cosa compra no? Dopo tre settimane invece molla tutto. Perché promettere addirittura di riportare Marsala tra i professionisti, quando non si mantiene neanche l’impegno minimo? Spero di dimenticare presto quest’annata”.

La città di Marsala non merita tutto ciò...

“Mi auguro che qualche imprenditore serio possa portare a Marsala vero calcio, questi tifosi meritano tanto. È pazzesco che una città così importante non sia neanche in Eccellenza. Non allenavo in questa categoria dal 2005 e non avevo intenzione di tornarci, tranne che per casa mia Marsala o Mazara dove sono cresciuto calcisticamente. Col senno del poi ho fatto un errore, ho perso un anno ma mi è servito per crescere dal punto di vista personale”.

C’è qualcuno da ringraziare?

“Soprattutto i tifosi, lo ribadisco ancora una volta non meritano tutta questa situazione. Voglio dire un grazie a Nicola Sciacca, il proprietario della struttura dove alloggiavamo. Mi dispiace che in tutte queste polemiche ci sia andato di mezzo anche lui che si è sempre comportato bene e ci ha sempre trattati con gentilezza nonostante tutto”.

Hai allenato un gruppo di ragazzini terribili che hanno comunque dato filo da torcere a tutti. C’è qualcuno che secondo te può aspirare al salto di qualità?

“Sì, assolutamente. Ciancimino, classe 1999, ha giocato 30 partite ed è un ragazzo con la testa sulle spalle. Un altro ’99 è Gerbino, poi il 2000 Meo che ha anche segnato. Di Girolamo, classe 2000, che ha fatto una quindicina di presenze e sono sicuro può crescere ancora tanto. Su questi ragazzi scommetterei davvero. Fammi dire una parola anche su Tedesco, non è un giovanissimissimo ma quest’anno è andato alla grande giocando sia a sinistra che da centrale in modo superlativo”.  

Futuro...

“Adesso ho staccato la spina e farò degli aggiornamenti con dei tecnici di serie A con cui ho fatto il master. Andrò prima a Cagliari a trovare Legrottaglie (vice di Rastelli, ndr) che reputo un grande uomo ed un ottimo tecnico. Poi andrò a Sassuolo da Eusebio Di Francesco, persona squisita, oggi uno degli allenatori più all’avanguardia. Nella vita bisogna sempre crescere e migliorare”.

Allenare ancora in Eccellenza è possibile o lo escludi a priori?

“Nel calcio di oggi non conta più la categoria, a meno che non si parli di serie A o B. Oggi devi scegliere le persone, avere la fortuna di trovare gente seria con un progetto importante, a prescindere quale sia la categoria”.

Dario Li Vigni
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