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Palermo: il Capitano che non c’è più…

Palermo: il Capitano che non c’è più…


Da Zauli e Corini, passando per Liverani e Miccoli, arrivando a Sorrentino… E oggi?

Sembrerà tanto sfrontato quanto irriverente, potrà apparire poco carino e anche offensivo ma la linea che scinde e divide gli uomini dai calciatori è veramente più grande di quanto si possa pensare.

Essere calciatori è facile, ma essere uomini non lo è. E non ce ne voglia il buon Antonio Vacca che a suo dire basterebbe ''domandare alle donne di Benevento'' quanta mascolinità avvolge la sua persona.

Nel calcio è tutto diverso. Nel calcio contano valori come l'umiltà, il carisma e l'autorevolezza. Lo spirito di abnegazione e quello di sacrificio, la modestia e l'intelligenza. Ma soprattutto l'esperienza. Tutte doti rare da trovare oggi nel mondo del calcio.

E se noi riflettessimo oggi questi valori sugli effettivi a disposizione del sergente Ballardini, quanti identikit idonei verrebbero fuori? Succedere a gente dal calibro di Zauli, Corini, Liverani e Sorrentino è tutt'altro che facile.

Di gente esperta, questo Palermo, effettivamente ne conta veramente poca. Tra Rispoli, Andelkovic e Vitiello la scelta è veramente esigua ma quel che più forse turba è che nessuno dei citati 'vanta' una militanza in rosanero così rilevante da farne un condottiero.

La storia ci insegna che senza un Capitano non si va da nessuna parte: Buffon tra Juventus e Nazionale, Zanetti all'Inter e Maldini al Milan ne sono, tra le squadre italiane, testimonianza presente e recente di quanto detto.  I tre appena citati, ci mancherebbe, non vengono meno alle qualità elencate: professionalità e umiltà stanno alla base delle loro persone ma siamo sicuri che siano gli uomini giusti per guidare questo Palermo? Domanda lecita anche perché i colleghi marinai promettono di far acqua da tutte le parti: l'annata si preannuncia difficile e insidiosa, con tanti giovani chiamati all'esplosione/consacrazione in un ambiente tutt'altro che sereno affinché si realizzi quello che ad oggi appare un vero e proprio miraggio.

E se il buon Faggiano, in collaborazione con l'amatissimo Zamparini, non riuscisse a portare un po’ di sereno attorno all'ambiente rosanero, il cammino sembrerebbe ancora più arduo e insidioso. Chissà magari sbagliamo noi, miseri uomini appassionati dal mondo del pallone. D'altronde c'è chi ne capisce (senza taluno dubbio) più di noi: rimpiazzare Maresca, Sorrentino e Gilardino sarà più facile di quello che si possa credere...

Antonino Marino
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