Antonini, l’ultima caduta: la Sicilia e l’eterna seduzione dei salvatori

La parabola di Valerio Antonini, oggi precipitato nell’occhio del ciclone, racconta molto più di una semplice crisi sportiva. Fino a pochi mesi fa, il presidente granata era celebrato come un benefattore, acclamato dalla tifoseria e omaggiato persino con la cittadinanza onoraria. Un consenso travolgente, dissolto in tempi rapidissimi. Ma come osserva Fabrizio Lentini su la Repubblica Palermo, dietro l’ennesima caduta non c’è soltanto la logica spietata dello sport, dove si passa in un attimo dall’altare al patibolo.
La Sicilia, ancora una volta, sembra aver abbracciato con entusiasmo una figura carismatica e controversa, proiettata verso un futuro grandioso e poco ancorata a un passato limpido. Un copione antico, quasi culturale, che affonda le radici nella storia dell’Isola. Già nel Settecento, l’abate maltese Giuseppe Vella seppe sedurre l’élite palermitana fingendosi esperto di lingua araba, costruendo una carriera accademica su testi falsi e guadagnando prestigio e potere. Un inganno clamoroso che, ricorda ancora Fabrizio Lentini sulle pagine de la Repubblica Palermo, rappresenta uno dei primi esempi di questa fascinazione collettiva per chi promette grandezza.
Il Novecento non ha fatto eccezione. Negli anni Settanta, Giancarlo Parretti approdò in Sicilia come un giovane intraprendente e riuscì, partendo da Siracusa, a costruire un impero finanziario che lo portò fino a Hollywood e all’acquisizione della Metro Goldwyn Mayer. Frequentazioni illustri, lusso ostentato, una scalata apparentemente inarrestabile. Poi il crack, il fallimento e il carcere. Una storia iniziata proprio in Sicilia e finita nello stesso luogo, come sottolinea Fabrizio Lentini su la Repubblica Palermo.
Negli anni Novanta fu la volta di Kurt Maier, imprenditore altoatesino che rilevò la Keller di Carini promettendo sviluppo industriale e grandi opere, come la riapertura della funivia Trapani-Erice. Accolto con entusiasmo da Confindustria e dai vertici istituzionali, nessuno si preoccupò di approfondire i suoi precedenti giudiziari in Germania. La caduta fu rapida e rovinosa, culminata con l’arresto. Eppure, anche dietro le sbarre, Maier non rinunciò al culto della propria immagine, chiedendo un accappatoio bianco durante un colloquio in carcere.
Il confronto con Maurizio Zamparini, altro grande protagonista del calcio siciliano, è inevitabile ma ingeneroso. Burbero, visionario, spesso sopra le righe, Zamparini ha però investito risorse e passione autentiche, lasciando al Palermo un’eredità emotiva ancora viva. Ben diversa la deriva del patron della Shark, umiliato in diretta europea. E altrettanto grottesca è stata, nel tempo, la sfilata di presunti acquirenti del Palermo: dagli sceicchi improbabili ai finti finanzieri, fino a Raffaello Follieri, ex compagno di Anne Hathaway, arrestato dall’Fbi mentre tentava la fuga travestito da vescovo. Un personaggio che, conclude Fabrizio Lentini su la Repubblica Palermo, se fosse riuscito davvero a mettere le mani sul Palermo, sarebbe stato probabilmente celebrato come l’ennesimo salvatore prima della caduta.
