Sogno Athletic Palermo. Crivello: «Siamo spensierati»

Ci sono stagioni che si vivono con la leggerezza di chi ha già centrato il proprio obiettivo e altre che nascono con il peso di dover vincere a tutti i costi. Come racconta Salvatore Matranga sul Giornale di Sicilia, l’Athletic Palermo oggi guarda alla vetta della Serie D con serenità, forte di una salvezza ormai messa al sicuro e della possibilità di giocare senza pressioni.

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Una situazione molto diversa da quella vissuta in passato da squadre come la Reggina, il Savoia o lo stesso Palermo della stagione 2019-2020, costruite con l’obiettivo di vincere subito il campionato. In quel Palermo c’era anche Roberto Crivello, oggi uno dei giocatori simbolo dell’Athletic Palermo.

Come ricorda Salvatore Matranga sul Giornale di Sicilia, il difensore ripensa proprio a quella stagione per spiegare le differenze tra le due esperienze.

«Rispetto a quella stagione, la differenza è enorme dato che il Palermo era obbligato a vincere – dice Crivello –. All’Athletic siamo più spensierati e non abbiamo pressioni. La società, inoltre, è contenta di quello che stiamo facendo anche perché cresciamo in ogni partita».

Responsabilità e obiettivi completamente diversi. Il Palermo di allora era chiamato a riportare il club tra i professionisti e viveva ogni partita con il peso della storia e delle aspettative.

«Le pressioni all’epoca erano tante perché dovevamo riportare il Palermo tra i professionisti visto la storia e la tradizione del club. In quella stagione, inoltre, eravamo consapevoli di essere la squadra da battere. Eravamo forti e con giocatori di ben altra categoria. Con i nomi, però, non si vincono i campionati».

Come evidenzia ancora Salvatore Matranga sul Giornale di Sicilia, proprio l’assenza di pressione sta aiutando l’Athletic Palermo, partito con l’obiettivo della salvezza ma capace, giornata dopo giornata, di acquisire maggiore consapevolezza nei propri mezzi.

Crivello sottolinea però che la pressione non è necessariamente un fattore negativo, anzi può diventare uno stimolo.

«Ci sono pro e contro – prosegue Crivello –. Più la pressione è alta più servono giocatori di personalità che sappiano gestirla. Per questo è fondamentale il lavoro di squadra con staff tecnico e dirigenza che devono aiutare ad alleggerirla. Se hai una squadra forte e sei obbligato a vincere e non lo fai sembra che ti cada il mondo addosso e devi essere bravo a reagire».

E infine la riflessione personale dell’ex rosanero, che non nasconde di preferire le sfide con grandi responsabilità.

«Quando invece hai la testa libera tutto diventa facile. Io preferisco avere la pressione addosso perché significa che stai lottando per la vittoria».

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