Pieraccini: «Il Catania è una famiglia. A Benevento per imporci»

Il volto è quello di un ragazzo di 21 anni, ma le parole sono già da veterano. Simone Pieraccini si racconta in un’intervista esclusiva a La Sicilia, dopo la gara di Salerno, analizzando prestazione, obiettivi e crescita personale in un Catania che continua a credere nel proprio percorso.

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«Parto dal presupposto che abbiamo disputato una delle migliori partite di quest’anno contro una squadra forte e in un campo non facile».

Una prova importante, anche se senza successo, che lascia però convinzioni solide.
«Parlandone con i compagni le rispondo: siamo stati orgogliosi della partita disputata e pensiamo che con questo spirito e con questa “cattiveria” che secondo me abbiamo avuto, i risultati arriveranno. Spero subito, contro il Benevento».

La sfida in Campania rappresenta un banco di prova ulteriore.
«Noi siamo, oltre che una squadra forte, un gruppo forte e una famiglia. Quindi noi a Benevento andremo a fare la nostra gara. Sarà forse la partita più importante di quest’anno. Però noi l’andiamo a giocare con la serenità che ci vuole, sapendo che è fondamentale per noi e vogliamo imporci. Sappiamo quello che valiamo e quello che questa partita potrà darci in campionato».

Il sostegno del pubblico è un altro fattore chiave.
«Sì, me l’hanno detto. I biglietti disponibili in mezz’ora sono stati venduti. Saranno 1.400-1.500 persone. Anche questa è la testimonianza ulteriore dell’affetto che il Catania riscuote ovunque».

E sull’impatto dei tifosi:
«I tifosi catanesi hanno sempre dato quella spinta che rappresenta un plus per questa società».

Pieraccini è parte integrante di una difesa che ha dimostrato solidità.
«In estate quando ho deciso di venire a Catania ho ritenuto che fosse un’opportunità migliore non ci potesse essere per un giovane. Sono approdato in Sicilia con lo spirito di fare qualcosa di importante. La città ti fa capire subito cosa vuole: è esigente ma giustamente, perché non merita questa categoria. Io sono arrivato con umiltà per mettermi in gioco; non esistono titolari o riserve, esistono 24-26 atleti che possono essere utilizzati sempre».

C’è un segreto nella crescita del reparto?
«La cosa che ci aiuta è l’essere non solo compagni di squadra, ma veramente una famiglia. E questo in campo si vede quando. C’è una corsa in più o un salvataggio per il compagno. Tutto questo ci porta a non prendere gol. La differenza la fanno i dettagli».

Lo sguardo torna al Benevento e ai singoli duelli.
«Anche Scognamillo in difesa fa la sua parte. Loro sono in fiducia, ma ce la possiamo giocare alla grande. Noi siamo più forti e non lo dico tanto per».

E sul bilancio personale stagionale:
«Due a Siracusa me l’hanno annullato. Era regolare».

Infine, il legame con la città:
«Una città fantastica. Ho portato la mia famiglia. Ha voluto vedere il mare anche dopo il ciclone. Sappiamo che la gente siciliana ricostruisce tutto con orgoglio».

Pieraccini parla da leader silenzioso, ma con idee chiare: compattezza, ambizione e senso di appartenenza. Il Catania guarda avanti, con la consapevolezza di avere un gruppo che si sente famiglia dentro e fuori dal campo.

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