
Una settimana che racconta due facce della stessa storia: il Siracusa tra mercato e identità, tra scelte tecniche e richiami al senso di appartenenza. Da un lato le partenze di elementi importanti della rosa, dall’altro un appello che tocca il cuore della città e chiama a raccolta energie e responsabilità. Il quadro è tracciato da La Sicilia, che fa il punto su un momento delicato per il club aretuseo.
A chiarire la linea societaria è stato il direttore sportivo Antonello Laneri, intervenuto sulla situazione legata alle uscite eccellenti. Vittorio Parigini ha già salutato, trasferendosi alla Sambenedettese, mentre su José Molina si moltiplicano le attenzioni di altri club. Laneri ha spiegato come le motivazioni siano personali e non tecniche: «Hanno manifestato l’intenzione di andare via per problemi personali, non per problemi tecnici e si vogliono avvicinare a casa. Stiamo cercando di accontentarli». Una posizione netta, che sposta il tema dal giudizio sportivo alla gestione umana delle richieste.
Il club, pur consapevole del peso di eventuali partenze, non intende farsi trovare impreparato. «Se vanno via loro, prenderemo altri giocatori che possono darci una mano», ha aggiunto Laneri, confermando la volontà di intervenire sul mercato per garantire competitività e profondità all’organico, come sottolineato ancora da La Sicilia.
Spazio anche a una riflessione tecnica su Damian, profilo che non ha inciso come previsto. «Quando è arrivato non era in condizione, ma in questo sistema di gioco non si è inserito. Chi arriva a Siracusa deve essere un giocatore che sposa quel tipo di progetto». Parole che delineano una linea chiara: non basta il curriculum, servono caratteristiche funzionali a un’identità tattica precisa. Se l’incastro non funziona, si guarda avanti: «Lo sostituiremo con un altro giocatore». Un ragionamento che include anche casi come Catena, capace di trovare continuità altrove ma non adatto al sistema adottato in azzurro.
Intanto il mercato resta vivo: diversi elementi sono attenzionati da più club, da Cancellieri a Limonelli, passando per Zanini e Pacciardi. Sul campo, invece, la squadra prepara il match interno di domenica alle 14.30 contro l’Audace Cerignola, una gara che arriva in un momento chiave e che può dire molto sulla reazione del gruppo, come evidenzia La Sicilia.
Fuori dal campo, però, arriva una voce che appartiene alla memoria collettiva della città. Paolo Lombardo, figura storica del calcio siracusano, ha celebrato il suo 83° compleanno durante una conviviale con gli amici del “Gruppo sportivo”, lanciando un’idea destinata a far discutere: la creazione di «un comitato per la salvezza del Siracusa calcio». Non solo un progetto economico, ma un contenitore di competenze, passione e responsabilità da mettere a disposizione del presidente Alessandro Ricci e dell’allenatore Marco Turati.
Un appello che nasce da un legame profondo con la maglia: Lombardo, ex calciatore e allenatore del Siracusa, parla con l’autorevolezza di chi ha attraversato epoche diverse del club. Anche oggi, nonostante problemi di salute e la sedia a rotelle, resta una presenza costante sugli spalti e un punto di riferimento morale. Il suo messaggio, riportato da La Sicilia, è rivolto alla città: ritrovare unità, superare divisioni e proteggere un simbolo che va oltre i risultati e la classifica.
