
Il Consiglio di Stato chiude definitivamente il cerchio. Come ricostruisce Pietro Scognamiglio sulla Gazzetta dello Sport, anche il secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa ha respinto il ricorso del Trapani contro gli 8 punti di penalizzazione inflitti a maggio e da scontare nella stagione in corso. Una decisione che rende ora definitiva una sanzione destinata a pesare in modo decisivo sul destino sportivo del club siciliano.
La vicenda è nota ed è la stessa che aveva coinvolto il Brescia di Cellino. Il Trapani di Valerio Antonini aveva effettuato pagamenti fiscali attraverso crediti d’imposta poi rivelatisi fasulli, una situazione analoga a quella emersa nel basket con il Trapani Shark, società dello stesso proprietario. Il club ha sempre sostenuto di essere stato vittima di una truffa e ha successivamente provveduto ad alcuni versamenti, ma la linea difensiva non ha mai trovato accoglimento. Come ricorda Pietro Scognamiglio della Gazzetta dello Sport, il ricorso è stato respinto in appello, al Collegio di Garanzia e infine al Tar del Lazio.
Con la pronuncia del Consiglio di Stato, quegli 8 punti – che costituiscono la base dei 15 complessivi, considerando i 7 successivi – diventano ora definitivi. Dalla lettura del dispositivo emerge come i legali del Trapani abbiano tentato di spostare il confronto sul piano del conflitto tra ordinamenti, auspicando un intervento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che consenta a un giudice ordinario nazionale di annullare sanzioni disciplinari sportive. Una strada che, come sottolinea ancora Pietro Scognamiglio su La Gazzetta dello Sport, resta per ora solo teorica: la Corte non si è ancora pronunciata, limitandosi a un parere non vincolante dell’avvocatura generale.
La questione giuridica potrà avere sviluppi futuri, ma non incide sull’immediata attualità. L’urgenza ora è capire quale sarà il destino del Trapani in questa stagione. Il prossimo snodo è fissato per giovedì 22, quando il Tribunale Federale Nazionale discuterà le violazioni legate alla scadenza del 16 dicembre. Nel deferimento si contestano il mancato pagamento integrale di emolumenti e incentivi all’esodo relativi alle mensilità di luglio e agosto 2025 – da cui sono scaturiti i 7 punti di penalizzazione inflitti l’8 gennaio – oltre al mancato versamento di due rate di Irpef e Inps previste dall’accordo con l’Agenzia delle Entrate.
Secondo quanto riportato da Pietro Scognamiglio sulla Gazzetta dello Sport, i pagamenti di settembre e ottobre risultano effettuati, ma non dal conto societario. Il rischio concreto è una nuova penalizzazione intorno agli 8 punti, aggravata dall’eventuale recidiva, che resta a discrezione dei giudici. E l’allarme non finisce qui: per la successiva scadenza del 16 febbraio, la Procura Figc ha già chiesto l’esclusione dal campionato nel caso in cui non vengano saldate tutte le pendenze almeno fino a ottobre 2025 compreso.
Uno scenario che avrebbe conseguenze pesantissime sulla classifica, con l’annullamento di tutte le partite disputate dal Trapani. Un epilogo già visto nelle ultime stagioni, con i casi Taranto, Turris e, più recentemente, Rimini. Un precedente che rende il futuro del club sempre più incerto.
