
Trapani prova a contenere i danni all’indomani dell’esclusione della Shark dal campionato di Serie A di pallacanestro. Al Palasport restano soltanto le pattuglie della polizia municipale, chiamate a presidiare l’area per scongiurare effrazioni e smontaggi delle infrastrutture presenti all’interno. È l’immagine più plastica di una crisi profonda, raccontata da Antonio Trama su la Repubblica Palermo, che coinvolge non solo la società granata ma l’intero sistema sportivo e imprenditoriale legato al gruppo di Valerio Antonini.
Con i giocatori ormai andati via e gli allenamenti sospesi, il sindaco Giacomo Tranchida ha disposto un servizio di vigilanza permanente per prevenire «atti di vandalismo nei confronti dell’infrastruttura comunale». La polizia municipale è stata incaricata di segnalare tempestivamente «possibili tentativi di effrazione» o «di sottrazione di impianti e attrezzature da parte di ignoti». Una misura necessaria, secondo Antonio Trama di la Repubblica Palermo, per evitare ulteriori danni in una fase già delicatissima.
La società, formalmente, è ancora in vita. Così come è valida la convenzione trentennale per la gestione del Palasport firmata con il Comune nel 2023. Dal municipio era stato avviato l’iter per la revoca, ma al momento non è stata ancora comunicata la fine dell’accordo, motivo per cui l’impianto risulta tuttora nella disponibilità della Shark. In passato, Antonini aveva più volte minacciato di smontare le strutture in caso di mancato riconoscimento dei lavori effettuati o di revoca della concessione. Ora, però, il sindaco tenta di anticipare i tempi e blindare l’area, come ricostruisce ancora Antonio Trama su la Repubblica Palermo.
Trapani, intanto, si lecca le ferite. Da un lato il patron annuncia battaglia legale attraverso la giustizia ordinaria, dall’altro la città deve fare i conti con le conseguenze immediate. Gli abbonati della Shark, circa 3.400, si stanno organizzando per una class action volta a ottenere la restituzione di metà della spesa sostenuta per la stagione di Serie A.
Ma la crisi non si ferma al basket. C’è anche il Trapani Calcio, che guarda con forte apprensione alla data del 22 gennaio. Il tribunale federale è chiamato a pronunciarsi nuovamente sui granata, con capi d’imputazione simili a quelli che hanno già portato a una penalizzazione di sette punti. Il rischio concreto, secondo Antonio Trama di la Repubblica Palermo, è una nuova sanzione che potrebbe far scivolare la squadra all’ultimo posto in classifica, anche se non si escludono provvedimenti diversi.
Sul campo l’incertezza regna sovrana. L’allenatore Salvatore Aronica ha chiesto chiarezza sul futuro, mentre i giocatori iniziano a guardarsi intorno. Tre hanno già lasciato Trapani, altri sono pronti a partire: dall’attaccante Canotto, che ha chiesto apertamente la cessione, fino a Grandolfo e al trequartista Fischnaller.
I problemi, però, travalicano lo sport. Ai giornalisti di Telesud, emittente acquisita da Antonini due anni fa, è stato comunicato che «è in fase di definizione la messa in liquidazione della società». «Così scompare anche l’unica tv locale della città», ha denunciato Vito Orlando, segretario provinciale di Assostampa, sottolineando il parallelo con il tracollo delle altre attività del gruppo. In questo contesto, anche il T-Club, locale aperto da Antonini nel centro storico, resta chiuso per ferie dal 12 gennaio al 2 febbraio. Un altro segnale di una Trapani sospesa, in attesa di risposte.
