Trapani escluso, Tranchida rompe il silenzio: «Grande amarezza»

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Il colpo è durissimo, ma Trapani non intende restare in silenzio. Dopo l’esclusione dello Shark dal campionato, il sindaco Giacomo Tranchida ha affidato al Corriere dello Sport parole cariche di amarezza e orgoglio, tracciando una linea netta tra delusione sportiva e dignità cittadina. «È il momento della grande amarezza – ha spiegato – ma Trapani saprà rialzarsi».

Come riportato dal Corriere dello Sport, Tranchida ha sottolineato come la città stia vivendo una ferita profonda, condivisa da tutta la comunità sportiva. «I trapanesi hanno dignità – ha ribadito – ora siamo tutti parte lesa in questa vicenda». Un passaggio che fotografa lo stato d’animo di un territorio che si sente colpito non solo nei risultati, ma anche nell’immagine.

Nel suo intervento, rilanciato ancora dal Corriere dello Sport, il sindaco ha poi affrontato il tema degli investimenti privati nello sport, chiamando in causa direttamente la vicenda Antonini. «All’inizio mi fidai, non lo nego – ha ammesso – e col tempo ho fatto mea culpa. Ho sempre detto, però, che l’Amministrazione comunale ha il dovere di sostenere gli investimenti che creano benessere e occupazione, nel rispetto delle regole».

Il nodo centrale resta proprio questo: la trasparenza. Secondo quanto evidenziato dal Corriere dello Sport, Tranchida si è posto una domanda che oggi pesa come un macigno sull’intera vicenda: «Erano investimenti dettati dall’amore per il calcio e per il basket, o c’erano altre motivazioni?». Un interrogativo che alimenta il dibattito e accompagna una città ferita, ma determinata a non rinunciare alla propria identità sportiva.

Trapani incassa il colpo, ma guarda avanti. Con la consapevolezza che la risalita, come spesso accade nello sport, passerà prima dal dolore e poi dalla ricostruzione.

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