
«Il 2026 sarà un anno di nuove sfide, di battaglie da combattere insieme guidati dalla passione che ci unisce». Justin Davis non nasconde ambizione e determinazione. Il presidente dell’ACR Messina ha vissuto il suo primo Natale alla guida del club e, in un’intervista rilasciata a La Sicilia, ha tracciato un bilancio di questi primi mesi, tra entusiasmo, progettualità e visione a lungo termine.
Un Natale intenso, come lo definisce lui stesso: «È stato un primo Natale emozionante e indimenticabile. Il Messina non è solo una società di calcio: è una città, una storia e una responsabilità. Mi sento orgoglioso, grato e molto motivato. Quello che abbiamo vissuto in così poco tempo è andato oltre le aspettative e mi rende ancora più determinato a fare le cose nel modo giusto per questo club e per la sua gente».
L’arrivo del Racing City Group ha riportato entusiasmo in riva allo Stretto. Un aspetto che Davis sottolinea a La Sicilia: «Mi aspettavo passione, perché Messina vive di calcio, ma sono rimasto colpito dalla disponibilità delle istituzioni. Il sindaco Federico Basile e l’assessore Massimo Finocchiaro si sono dimostrati collaborativi. Questo spirito sarà fondamentale quando affronteremo temi come lo stadio Celeste o la concessione del Franco Scoglio». Sul tema impianti il presidente è chiaro: «Il Franco Scoglio ha bisogno di interventi strutturali per essere sostenibile. Oggi rappresenta una perdita economica per Comune e club. Se si lavora insieme, il vero progresso diventa possibile».
Sotto l’albero, Davis non chiede regali immediati: «Avrei voluto più tempo e magari qualche capello bianco in meno! Ma ciò che stiamo costruendo non può essere affrettato. I regali più importanti – stabilità, struttura e crescita – richiedono tempo e pazienza».
Tra i momenti più significativi di questo inizio di avventura, Davis ricorda soprattutto l’unità: «Dal punto di vista sportivo, vedere la squadra combattere insieme nei momenti difficili è stato gratificante. Fuori dal campo, sentire così presto la fiducia dei tifosi è qualcosa che non dimenticherò mai».
Non sono mancati attimi di tensione, come racconta sorridendo a La Sicilia: «La partita delle Leggende per il 125° anniversario. Cinque giorni prima avevamo venduto solo 1.900 biglietti e temevamo di avere più leggende in campo che sugli spalti. Poi, in perfetto stile Messina, tutto si è risolto nelle ultime 48 ore».
Importante anche la partnership con La Sicilia, che Davis definisce «molto più di una sponsorizzazione»: «È una voce storica e autorevole. Dà credibilità e visibilità al progetto. Stiamo costruendo un rapporto basato su fiducia, narrazione e trasparenza».
Il clima positivo si riflette anche nello spogliatoio: «L’unità non si può fingere, va costruita ogni giorno. Vedere giocatori, staff e dirigenza condividere gli stessi valori mi conferma che stiamo andando nella direzione giusta».
Tra i progetti futuri c’è anche l’iniziativa “Messina” in Australia: «Non è solo calcio, ma istruzione e crescita. Vogliamo creare un ponte tra Messina e il mondo». E a proposito di Australia, Davis conferma i contatti con Ross Pelligra: «Ci siamo scambiati gli auguri. Il suo consiglio è stato semplice: pazienza, struttura e rispetto per la città».
Sul derby con il Catania, il presidente invita alla calma: «Il percorso è lungo. Prima dobbiamo costruire basi solide. Se faremo le cose nel modo giusto, quel derby arriverà e avrà ancora più valore».
La chiusura è una promessa ai tifosi, affidata ancora alle parole riportate da La Sicilia: «Sicuramente il 2026 sarà l’anno del Messina. Oggi siamo una società senza debiti, strutturata e con calciatori che rispettano la maglia. Ci sono tantissimi cuori giallorossi pronti a gioire. Tutti insieme possiamo costruire un futuro importante».
